“Non spengiamo Firenze” con fisco e burocrazia

In Italia muore un’impresa al minuto. Si muore di fisco, di mancato credito, di troppa burocrazia. La denuncia congiunta delle 4 associazioni di categoria fiorentine, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, si unisce all’appello che lanciano oggi in tutto il Paese le imprese riunite in Rete Imprese Italia. La giornata di mobilitazione nazionale si propone di lanciare un monito alla politica dal mondo del terziario, dell’artigianato, della piccola e media impresa: per tornare a crescere e uscire dalla crisi bisogna «ripartire dalle imprese legate al territorio, cioè da quel tessuto produttivo che, nonostante tutto, non si rassegna, non vuole tirare i remi in barca, si è messo in discussione e ha saputo innovare», come ha spiegato in collegamento video il presidente di Rete imprese Italia, Carlo Sangalli, alla platea di imprenditori riunita stamane nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. «Siamo qui per lanciare l’ennesimo grido d’allarme ma anche per fornire proposte alla politica – ha spiegato il presidente Confesercenti Firenze Nico Gronchi – Due le priorità: una riforma fiscale che tenga conto del malessere delle piccole e medie imprese e una nuova riforma del lavoro che consenta alle Pmi di stare sul mercato mantenendo occupazione». Ridurre la pressione fiscale dev’essere in cima alle priorità anche secondo il presidente di CNA Firenze, Mauro Fancelli, che ha dichiarato «Non si può resistere a una pressione fiscale che arriva anche al 63% ». Gli fa eco Gianna Scatizzi, presidente Confartigianato Firenze. «Chiediamo meno burocrazia e meno tasse – ha detto – avere una tassazione del 55% significa non potere lavorare, e ciò vale sia per le Pmi che già ci sono che per i giovani che vogliono cerare nuova impresa». «Anche la stretta creditizia e gli altissimi tassi di interesse hanno contribuito alla chiusura di  molte piccole imprese» ha sottolineato Alessandra Signori, presidente Confcommercio Firenze. La provincia di Firenze, secondo i dati presentati oggi dalle 4 associazioni, ha perso in un anno, tra il 2011 e il 2012, 355 imprese del commercio, 84 nel settore alloggio e ristorazione, 117 imprese manifatturiere e 268 imprese del settore edile. Il tasso di disoccupazione è quasi raddoppiato in 4 anni, passando dal 3,5% nel 2007 al 6,1% nel 2011. Nei primi 9 mesi del 2012 i consumi hanno subito un calo del 4,3% e il Pil ha registrato un -2,3%. Drammatici i dati sul fatturato del primo semestre 2012. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il volume d’affari del comparto artigianato manifatturiero della provincia di Firenze è calato  complessivamente del 9,7% (-14% per la metalmeccanica, -6% per il sistema moda). Il fatturato complessivo del comparto edilizio è crollato del -22%, mentre per il commercio il calo è stato del -6%.

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