La stagione dei veleni riempie di persone finalmente sala Tricolore, ben oltre le vicende dell’acqua pubblica. Nel giorno del tentato “processo” al sindaco Luca Vecchi ed alla moglie Maria Sergio il consiglio comunale è gremito in ogni livello di ordine, fino all’ultimo piano. I cinquestelle hanno chiesto le dimissioni della coppia (fino a quelle del ministro Graziano Delrio) per aver comprato la loro casa di Masone da un indagato ed ora imputato nel processo Aemilia.
All’inizio della seduta la difesa di Vecchi che ha ripercorso le tappe della vicenda così come già sottolineato nella nota stampa all’indomani della deflagrazione della notizia; “nulla da nascondere e nulla di eccepibile da un punto di vista giuridico e amministrativo – ha detto Vecchi – e questo è il merito della vicenda, piaccia o non piaccia. Il tema della lotta alla mafia deve essere l’esclusiva di tutte le forze politiche e la battaglia degli onesti contro i criminali. Nel vedere come si scontriamo ora, i mafiosi stappano lo spumante”.
Sul tema del “non poteva non sapere“, il primo cittadino ha ribadito di aver letto gli atti ma di non aver collegato il nome (uno tra i circa 250 nei documenti) a quello del costruttore del suo immobile che non ha mai frequentato, né rivisto né sentito dopo l’acquisto (al tempo il costruttore non era indagato).
Infine Vecchi ha ripercorso tutte le iniziative che la sua giunta e la sua amministrazione stanno portando avanti nella lotta alla malavita e ribadito che la città è generalmente sana e come la lotta alla mafia, a tutte le mafie, debba essere portata avanti da tutte le forze istituzionali sane; “la prima stagione dei no all’espansione edilizia – ha concluso il primo cittadino – è cominciata con l’amministrazione Delrio e portata avanti dai dirigenti e dai dipendenti di questo comune in modo integerrimo.
Quindi un riferimento alla moglie Maria Sergio, “tratta in modo razzista – ha detto – solo perché nata lontana da qui e perché ha scelto di lavorare sempre nel pubblico”- “Risponderemo alle illazioni da stile mafioso colpo su colpo perché io sono uomo del dialogo ma altrettanto la schiena non la piego soprattutto quando c’è di mezzo il rispetto delle istituzioni”.
La richiesta di discutere le dimissioni di Luca Vecchi da parte dei 5stelle è stata respinta con 18 voti contrari e 9 favorevoli.