Nessuna festa in piazza-bis e noi lodiamo la scelta (un po’ forzata in verità per mancanza di fondi) dell’amministrazione comunale di Reggio. Che ha deciso di soprassedere su botti e auguri forzati all’insegna dell’austerity e del silenzio. Cosa ci sia da festeggiare infatti è difficile dire, se non che questo 2013 annus horribilis vada a morire; qualcuno ha già cominciato a stracciarsi le vesti perché il comune non lo ha invitato in piazza Prampolini a stappare ma i malati di socialismo irreale non si estingueranno mai. Chi ha motivi di brindare può farlo benissimo per iniziativa personale e magari recarsi in qualche piazza centrale del comune capoluogo ad animare la situazione. A beneficio della collettività. O si organizzano avvenimenti significativi, altrimenti è davvero meglio arrangiarsi dando libero sfogo all’iniziativa privata che spesso surclassa il pubblico.
Intanto alla vigilia dell’Ultimo, Reggio perde sei posizioni rispetto al 2012 nella classifica stilata come ogni fine anno dal quotidiano Italia Oggi e si colloca al 12esimo del benessere generale nazionale. Per quel che possono contare questi tipi di classifica (poco o nulla), mentre per affari e lavoro c’è una sostanziale tenuta, si è verificato un crollo del nostro sistema ambiente. Peggiora anche il disagio sociale e il sistema sanitario, tiene quello generale dei servizi mentre precipita il tenore di vita dei reggiani. Dalla quarta posizione del 2012 alla 28esima del 2013. Appunto, meglio il silenzio.