Mentre da Viale Aldo Moro la Giunta della Regione approva un piano da 19 milioni di euro di interventi in formazione, da Roma arrivano pessime notizie sul fronte degli sgravi per i lavori di messa in sicurezza antisismica nei territori colpiti dal terremoto del maggio 2012.

Secondo quanto stabilito dalla Camera nel corso dei lavori sul decreto “Ecobonus”, la Bassa modenese e le altre zone colpite dal sisma non potranno godere delle detrazioni antisismiche in quanto appartenenti alla classe sismica 3, considerata a bassa rischio e a cui appartiene gran parte del territorio regionale. A godere dei bonus saranno invece le aree del Paese afferenti alle classi sismiche 1 e 2.
È stato dunque respinto dalla maggioranza Pd-Pdl-Scelta civica l’emendamento precedentemente presentato da Giovanni Paglia, deputato Sel, che aveva sollecitato i suoi colleghi affinché venisse annullata qualsiasi distinzione di classe nella politica di concessione delle agevolazioni.
Una possibilità svanita per le popolazioni delle zone terremotate che, secondo quanto stabilito dal decreto, avrebbero potuto contare sul dimezzamento dei costi per le ristrutturazioni e su di uno sgravio del 65% sui lavori di riqualificazione energetica degli edifici.
A rendere meno amaro il decreto è stato l’ordine del giorno, accolto in serata dal Governo, presentato dagli onorevoli Pd Emanuela Ghizzoni e Alessandro Bratti. I due deputati, appartenenti alla stessa maggioranza che aveva poco prima bocciato l’emendamento Paglia, hanno fatto pressione per far inserire i Comuni del cratere sismico tra quelli che potranno usufruire della defiscalizzazione al 65%. Sono riusciti nell’intento: le agevolazioni sugli interventi di adeguamento sismico delle abitazioni principali e delle sedi di attività produttive riguarderanno anche i paesi più colpiti dal sisma 2012. C’è l’accordo ma si rimanda l’ufficialità al primo provvedimento utile.