Firenze – Nidiaci, sembra una beffa. Il tribunale cui si è rivolto il Comune di Firenze per contrastare l’azione del privato che ha recintato dapprima con una rete, poi con una staccionata di legno una parte di quel giardino dove sono cresciuti e hanno imparato a socializzare buona parte dei bambini di San Frediano e i loro genitori, ha sentenziato che il Comune di Firenze ha ragione nel merito. Vale a dire: è vero, il privato si è appropriato illegittimamente di parte di quel giardino regalato al popolo dell’Oltrarno. Non solo: indebita anche la realizzazione della recinzione. E allora? Allora, niente: il Comune di Firenze soccombe anche in secondo grado di giudizio in quanto la denuncia è stata presentata troppo tardi rispetto ai termini di legge: ci ha messo più di un anno, infatti, a presentare al tribunale la denuncia della illegittima attività del privato sull’area.
Ricostruiamo la vicenda, secondo quanto ieri è stato fatto dal capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi: “La rete comparve a febbraio 2013 e tra maggio e giugno dello stesso anno fu trasformata in recinzione di legno, ma fino all’aprile dell’anno successivo il Comune non ha presentato la denuncia al tribunale: 10 mesi per decidere se fare ricorso e per scrivere l’atto da depositare sono tempi inaccettabili e hanno comportato la soccombenza dell’amministrazione comunale davanti al Tribunale in primo e secondo grado. E così il giudice, pur avendo riconosciuto la piena illegittimità dell’appropriazione del privato di parte del giardino dei Nidiaci e l’indebita realizzazione della recinzione, non ha potuto che condannare il Comune per aver presentato il ricorso dopo oltre un anno e quindi in ritardo rispetto a quanto prevede la legge”.
E ora, si aprono gli interrogativi. Secondo Firenze riparte a sinistra, il prolungamento dei tempi fino a uscire dai termini di legge è sospetto: “Da subito ci siamo interrogati – ricordano i consiglieri – perché sia stato fatto passare così tanto tempo dalla denuncia dei cittadini e dalle nostre interrogazioni in Consiglio comunale: era stata infatti riportata la notizia dell’appropriazione indebita del giardino da parte del privato che aveva acquistato, a suo avviso legittimamente, gli immobili in Via della Chiesa. Perché aspettare così tanto tempo?”. Il sospetto è basato sul fatto a trarne indubbio vantaggio da tutta la vicenda sia il privato: “La sentenza è stata assolutamente un danno, in quanto l’area del giardino adesso è stata acquisita dal privato, il quale, se il Comune non interviene con tempestività, potrà, una volta tolto il vincolo urbanistico, disporne come vorrà”, concludono il ragionamento i consiglieri della sinistra.
Ma chiarezza sulla vicenda deve essere fatta, chiede Firenze riparte a sinistra, con “un’azione interna” per “approfondire l’accaduto e individuare i responsabili: se la politica ha ritardato nel dare il via libera al ricorso legale, o non ha adeguatamente sollecitato gli uffici competenti nell’intervenire, non può assolutamente ritenersi assolta”.