Coopsette ha chiesto un nuovo concordato dopo il mancato rispetto di alcuni dei punti del piano di rientro dei debiti. Come comunica la stessa coop edile, è stata fermata la procedura di ristrutturazione del debito per presentare un nuovo ricorso ed attivare un nuovo concordato con riserva.
L’azione si è resa necessaria per evitare azioni esecutive da parte di alcuni creditori. La nuova procedura è stata votata dal cda di Coopsette. Questo, di fatto, blocca pignoramenti o eventuali istanze di fallimento. Tocca ora al tribunale decidere se accettare la richiesta di accesso al concordato.

La cooperativa, 600 dipendenti e un portafoglio commesse da 1,1 miliardi
di euro, era già uscita in bonis da una procedura concorsuale nel 2013, arrivando ad accordi con i creditori attraverso la ristrutturazione del debito. Ma nel 2015 la situazione è tornata difficile. Appena due settimana fa la base sociale di Unieco aveva bocciato la proposta di un percorso di integrazione col ramo costruzioni appunto di Coopsette. E proprio nel giorno in cui la centrale coop di Castelnovo rende noto il piano di salvataggio-bis, Unieco ha ufficializzato il nome di Antonio Barile quale direttore generale della cooperativa. Una figura nuova chiaramente arrivata per affiancare il lavoro della presidenza di Mauro Casoli che recentemente, dopo il fallimento del progetto di fusione con Coopsette, aveva annunciato di essere pronto a farsi da parte.