Il nostro personaggio Neto:una prova di maturità

Gli ultrà viola hanno esposto prima della partita col Napoli uno striscione di solidarietà per Viviano, il portiere tifoso, che nella gerarchia di Montella è ormai diventato il “secondo” di Neto. Il ragazzo brasiliano sicuramente ha letto quel messaggio, ma non ha mosso ciglio, a conferma della  maturità raggiunta dopo una lunghissima attesa. La Fiorentina deve ringraziarlo perché se è riuscita a interrompere la serie di sconfitte, pareggiando contro la seconda in classifica, lo deve in gran parte al portiere. Neto si è esibito in alcune parate decisive, una delle quali può essere definita un mezzo miracolo. E’ successo a pochi minuti dalla fine, quando Pandev ha colpito il pallone di testa, su assist di Britos, da non più di tre o quattro metri dalla linea di porta. Con eccezionale intuito e con un gran colpo di reni, Neto è riuscito nella difficilissima deviazione in calcio d’angolo.Ora è scontata la domanda:chi avrà il coraggio di toglierlo di squadra? Neto, da quando è diventato titolare, ha dimostrato continuità di rendimento e una freddezza da campione consumato anche di fronte alle critiche di alcuni ex colleghi per il gol subito con la Roma in Coppa Italia e agli striscioni dei tifosi ed è sicuramente da considerare la nota più lieta in questo periodo non felice per la Fiorentina. Si fa sempre più strada la teoria che Viviano, arrivato dal Palermo in prestito con diritto di riscatto, sarà ceduto negli ultimi giorni del calciomercato di gennaio. Il Bologna  (dove ha giocato per due stagioni conquistando anche il posto in nazionale) lo sta chiedendo con insistenza. Neto, che aveva rischiato la cessione in estate, resterà dunque il titolare indiscusso con Lupatelli alle spalle,se la Fiorentina non troverà un altro portiere di fiducia che potrebbe essere Ujkani del Palermo. L’importante è che la rivalità (vera o presunta) fra Neto e Viviano non abbia avuto ripercussioni negli spogliatoi .Montella è riuscito a far convivere i due “numero 1” e ora è arrivata la decisione definitiva. L’allenatore merita un elogio per la maniera in cui ha gestito una situazione che,f orse, avrebbe messo in difficoltà anche tecnici molto più esperti di lui.
Raffaello Paloscia

 

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