Nascita del Renzusconismo

L’immagine col volto metà Renzi e metà Berlusconi fu facilmente profetico. Pur derivando da culture estremamente differenti infatti, i due hanno in comune decisionismo e ambizione in dosi massicce. Non che sia un male per carità ma tutto dipende dall’uso e verso quale direzione. Lo stanno capendo Fassina e Cuperlo mentre il più scaltro D’Alema lo aveva intuito da un pezzo. Eppure, nonostante questa testata non sia mai stata troppo tenera col Rottamatore, temendone i proclami e il rischio che poi restino lettera morta, il neo segretario del Pd gioca l’ultima carta sul tavolo della sopravvivenza del suo partito, chiamato ad una profonda trasformazione. L’ultima, mentre il tempo corre veloce. E la tempestività, si spera, non permetterà agli anticorpi delle liturgie partitiche di trovare l’antidoto ai cambiamenti.

Il coro dei moralisti interni dalla morale doppiopesistica, che hanno demonizzato il faccia a faccia con quel Berlusconi con cui governavano fino a ieri, stona terribilmente nel concerto di chi vuole la fine dei riti del sistema; leadership credibile (che Renzi deve ancora dimostrare) e governabilità sono due condizioni essenziali sulla strada delle riforme. Per la ripresa e il bene del Paese; i piagnistei isterici di chi invece taccia il sindaco di Firenze di incoerenza e fughe in avanti antidemocratiche servono solo al funerale (speriamo) di chi antepone la salvaguardia del proprio gruppo al bene comune. Renzi ha avuto l’enorme merito di scrostare il Pd da quell’involucro di antiberlusconismo, di comodo e al ribasso, dentro cui si è crogiolato per anni mentre il mondo all’esterno subiva accelerazioni epocali. Dando dignità antropologica all’avversario.

berlusconi-renzi-nazarenoQualsiasi sarà (se sarà) la riforma elettorale, l’unico dato auspicabile è che sia in grado il più possibile di emarginare gruppetti e gruppuscoli. Che parassitariamente si avvinghiano alla naturale e ineludibile alternanza bipolare; e che col sistema di veti e minacce, estorcono di fatto poltrone alla democrazia impedendone il rinnovamento. Sinistre radicali, neofascismi mascherati da nazionalismo, centrismi civici, cristiani e pagani, siano messi nella condizione obbligatoria dell’alleanza a solidi partiti moderni. E in caso di dissenso, minacciati loro stessi di essere espulsi dal cartello con una sacrosanta pedata nel sedere. Come ha fatto Berlusconi; e come ha iniziato a fare Renzi. Che oggi l’Italia non può più attendere.

 

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