Nell'era del web 2.0 non poteva certo mancare un incontro sulle capacità comunicative dell’Imperatore Napoleone tra i tanti appuntamenti previsti nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario dell'arrivo dell'Imperatore, non soltanto per la recente letteratura, ma anche per la forte capacità di mantenere forte l’universalità di messaggi “trasmessi” dallo stesso Napoleone un po’ di secoli fa, ma vivi nel tempo. Napoleone comunicatore e giornalista… se avesse avuto un profilo su Facebook? E' il titolo del convegno che si terrà a Marina di Campo all'Isola d'Elba il 24 aprile con inizio alle ore 17. Ad introdurre e moderare sarò il professor Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina e allo Iusve, sociologo ed esperto di nuovi media. Previsti gli interventi di Roberto Race, autore del libro “Napoleone Comunicatore” e di Rocco Tancredi, autore del libro “Napoleone Giornalista” e di Giuseppe Massimo Battaglini del Centro Studi Napoleonici. Un appuntamento culturale che si preannuncia interessante e che apre la kermesse del Bicentenario nel comune di Campo nell'Elba.
“Certo ha spiegato – Francesco Pira che ha avuto l’idea di promuovere l’incontro culturale – è un paradosso pensare Napoleone alle prese su Facebook. E’ come chi in una pubblicità ha ipotizzato che Ghandi avrebbe comunicato meglio con internet. Rimane la sua grande capacità comunicativa ben tracciata nei libri di Race e Tancredi. Sono molto felice di tornare all’Elba e ringrazio l’amministrazione comunale di Campo nell’Elba, il Centro Studi Napoleonici e tutte le strutture che supporteranno l’iniziativa”.
Previsti gli interventi dei due autori che si sono occupati di raccontare l’Imperatore Comunicatore e giornalista:”Napoleone – scrive Race nel suo lavoro – comunica precorrendo mode, idee, vezzi, tendenze. Creatore del merchandising, ispiratore di interazione bellica simili alla moderna comunicazione integrata aziendale, fondatore e censore e controllore di organi di stampa, inventore delle moderne veline attraverso i suoi compiacenti e compiaciuti bollettini militari. La sua N e l’aquila imperiale, stemma dell’esercito, lo consacrano anche come ispiratore dei moderni brand”.
Ma l’Imperatore era anche un giornalista come stigmatizza nel suo lavoro Tancredi: “Napoleone Bonaparte era un giornalista "a modo suo". Fu il primo uomo di governo a comprendere l'importanza dei mezzi di comunicazione, ma li usava in pratica come megafoni per la propaganda. Fondava giornali per amplificare l'eco delle sue imprese militari e dei suoi successi politici. Interveniva d'autorità per censurare quelli più autonomi e indipendenti, per ridurre al silenzio direttori e redazioni. Nel periodo della Rivoluzione francese, si vive quel crogiuolo di libertà e democrazia che segna l'inizio di una nuova stagione storica per la stessa libertà d'informazione: non a caso fra il 14 luglio della Bastiglia e la fine del 1799, in Francia circolavano circa duemila pubblicazioni, destinate poi a ridursi o a scomparire negli anni del Terrore”.