Progetto rinviato alle calende, ovvero quando in carica non ci sarà l’attuale amministrazione. Significa che dei contestati funghi dell’architetto Italo Rota molto probabilmente non se ne farà nulla. A fare slittare a data da destinarsi la particlare installazione non sono stati solo i costi – alti – ma soprattutto le polemiche che hanno infuocato il dibattito che hanno coinvolto anch esponenti della cultura di rilievo nazionale.
Intanto verranno terminati i lavori funzionali sull’edificio per rendere maggiormente fruibili i Musei. Ma non si andrà oltre: delle visionarie idee dell’archistar Rota si vedrà ben poco, almeno a breve. Ieri in consiglio comunale non è passata la mozione popolare che voleva cancellare il progetto ma viene comunque accolta la richiesta di istituire un comitato scientifico: un nuovo ostacolo viene frapposto così tra il progetto di Rota e il museo di domani.
L’assessore alla cultura Giovanni Catellani ha provato a parare il colpo, ma non ha convinto: “La Giunta ha creduto e continua a credere nel progetto Rota. La delibera non rinuncia al progetto, ma ha il merito di evitare lo stato di fatiscenza dei musei portando a compimento il cantiere avviato e fermo da sette anni”.