Firenze – Il progetto è stato costruito, 66 Comuni sono decisi a parteciparvi. Il primo passo concreto della Multiutility Toscana, una possibilità di cui si parla da almeno vent’anni e il cui progetto è partito a dicembre 2020, è stato compiuto e oggi la bozza tecnica è stata presentata a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della presidenza regionale. Qualche paletto è stato intanto conficcato per delimitare l’area: intanto, si tratta di un progetto aperto, senza soci di serie A o di serie B, lasciando alle amministrazioni che oggi non ne sono parte il tempo per decidere se entrarvi, mentre i paletti sono i cinque capisaldi riassunti e richiamati un po’ da tutti i sindaci intervenuti stamani: controllo pubblico blindato (almeno il 51 per cento), più risorse per maggiori investimenti (un miliardo di euro già all’inizio, un miliardo e mezzo a regime), duemila posti di lavoro in più, raddoppio dei dividendi e quindi più soldi a disposizione dei Comuni per gestire i servizi ai cittadini (scuole ed anziani, ad esempio) e, in prospettiva la possibilità di tenere sotto controllo l’aumento delle tariffe.
La presentazione della bozza di proposta tecnica è stata accompagnata dall’idea del primo nucleo di partenza, ovvero la fusione di Alia (azienda pubblica che gestisce i rifiuti), Consiag (società di 23 comuni con partecipazione pesanti in Estra e Publiacqua), Publiservizi (holding di 35 Comuni) e Acqua Toscana (costituita dalle amministrazioni comunali per raccogliere le loro parteicpazione azionarie di maggioranza in Publiacqua). L’atto è già stato approvato dai consigli di amministrazione delle quattro società. A tirare le fila dei sessantesei comuni coinvolti, Firenze, Prato, Empoli e Pistoia, i più grandi. Ma l’obiettivo finale è costruire una vera multiutilities regionale per la gestione di tutti i servizi pubblici: non solo acqua e rifiuti, ma anche gas ed energia elettrica (ovvero Estra e Toscana Energia). Una multiutilities capace di guardare non solo in Toscana, ma anche oltre i confini regionali.
Di fatto, ciò che è emerso dai vari interventi è il riconoscimento della necessità di uno strumento che sopperisca alla frammentazione che costituisce la realtà toscana, con tante aziende (circa 50) che gestiscono nei singoli territori i servizi pubblici locali, una società capace anche di fronteggiare l’aggressività delle multiutilies già presenti da anni nel Nord e Centro Italia. Con la fusione in Alia di Consiag, Publiservizi e Acqua Toscana, il Comune di Firenze conferirà in aumento di capitale la partecipazione in Toscana Energia e Pistoia la partecipazione in Publiacqua. La nascitura Multiutility Toscana, secondo la proposta di piano presentata, sarà la holding, interamente pubblica, che coordinerà le partecipazioni nelle società operative: ovvero Alia OpCo (e Publiacqua (57,6 per cento), ma anche Estra (39,6%), Acque spa (19,3%) e Toscana Energia (31%). Il solo nucleo di partenza, come spiegato stamani, si porrebbe nel quadro nazionale come quarto o quinto gruppo, con 72 milioni di euro di benefici (solo per acqua e rifiuti) dalle prime sinergie orizzontali, 700 milioni di ricavi e 171 di investimenti. L’obiettivo è quello di coprire la gestione di tutti i servizi pubblici.
Se è vero che la convinzione nei 66 comuni che costtuiranno il primo nucleo è ormai assodata e che l’apertura verso altri, eventuali compagni di viaggio, totale, assorbite anche le criticità sollevate in prima battuta dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (perplessità sul metodo, in primo luogo, come ha dichiarato oggi lo stesso Tomasi, rilevando che la prima “chiamata” non era stata affatto inclusiva, ma anche sul merito, in quanto lo stesso sindaco ha ribadito che il punto ineludibile per la partecipazione è quello della proprietà che deve rimanere assolutamente pubblica, com’è stato assicurato più volte nel corso della mattinata), è tuttavia altrettanto vero che non è stata ancora del tutto risolta la questione di come superare la presenza di soci della levatura di Acea, società romana che possiede il 40% di Publiacqua, o di Italgas, torinese, socio col 50,66% di Toscana Energia. Un cammino dunque che sarà senz’altro complesso e ancora lungo, e che vede anche la necessità di placare le inquietudini manifestate dai comuni più piccoli, non ancora del tutto sopite, come ha dimostrato l’accenno del sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, che ha avanzato l’ipotesi di inserire un referente per i piccoli Comuni all’interno della costituenda società.
La prospettiva, se i consigli comunali daranno l’ok entro settembre, come si ipotizza, è di raggiungere la quotazione in borsa della società entro il 2023.
Il progetto è stato illustrato stamane, 3 maggio, dall’amministratore delegato di Alia Alberto Irace, incaricato dai soci alla costruzione della bozza tecnica della Multiutility, mentre Eugenio Giani, Presidente della Regione, ha detto che ” si tratta di un momento storico”, un snodo importante, “che era giusto che fosse vissuto all’ombra del gonfalone della Regione”. Gli altri interventi hanno visto Simone Faggi, Amministratore Unico di Acqua Toscana, Nicola Perini, Amministratore Unico di Consiag, Marco Baldassarri e Filippo Sani, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Publiservizi, oltre al Presidente di Alia, Nicola Ciolini. Fra i comuni soci, Dario Nardella, sindaco di Firenze, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, Brenda Barnini, sindaco di Empoli, Alessio Falorni, sindaco di Castelfiorentino e presidente dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio in rappresentanza dei comuni della Piana Fiorentina, Monica Marini, sindaco di Pontassieve per l’area Valdisieve/Valdarno, Paolo Sottani, sindaco di Greve per l’area del Chianti, e Marco Recati, assessore del Comune di Scarperia e San Piero per l’area del Mugello.