Multiutility, Nardella: “Andremo avanti”

Firenze – Multiutility, il progetto va avanti come un treno, senza nessun ripensamento, con buona pace delle opposizioni,  dei molti sindaci che se ne sono distanziati e delle comunità che hanno espresso dubbi. Lo conferma oggi, in sede di consiglio comunale, il sindaco Dario Nardella, che anzi precisa, dopo aver ricordato il cronoprogramma che ha portato il progetto molto avanti nella sua realizzazione, all’assemblea i prossimi passi: nel mese vigente, “avvieremo il completamento del gruppo dirigente del management, avvieremo la strutturazione della governance della società attraverso la nomina dei comitati interni sula base anche delle opportune verifiche della Consob, dopodiché verrà attuata la nomina del consiglio di amministrazione, che sarà rappresentativo di tutti gli azionisti. Subito dopo procederemo al lancio dell’aumento di capitale, da 1,2 miliardi di euro, dedicato al conferimento delle partecipazioni detenute dai Comuni. Procederemo quindi alla scelta del nuovo nome e delle attività anche di ribranding di tutta la holding, che costitueremo sempre nei prossimi mesi. La holding sarà la società di riferimento partecipata al 100% da tutti Comuni soci, che deterrà almeno il 51%, soglia al di sotto della quale non si potrà scendere, per garantire il controllo pubblico della multiutility”.

“Dopo la costituzione della holding, passeremo alla costituzione della operation company per il servizio in concessione del settore dei rifiuti. Alia è la società in cui abbiamo fatto confluire la partecipazione e che ci permetterà di passare alla costituzione della holding, che avrà al disotto le diverse divisioni che si occuperanno dei vari settori. I settori di riferimento, che saranno poi le divisioni della multiutility toscana sono energia e elettricità, acqua, rifiuti”.

Ci saranno poi i passaggi in consiglio comunale: “Il consiglio comunale sarà chiamato a votare la delibera relativamente alla quotazione, dopodiché si passerà a tutte le operazioni finanziarie necessarie. Ad aprile 2024, l’obiettivo della prima finestra per quanto rgiuarda la quotazione”. Come già spiegato, aggiunge Narella, “questo modello di società si ispira a modelli che gi hanno avuto grande successo soprattutto nell’Italia centro-settentrionale, Iren per sempio. Società miste pubblico-privato con una chiara governance pubblica, dove le decisioni relativamente agli investimenti, ai progetti di maggiore rilevanza, alla vita della società, sono assunte d auna holding o da una serie di soggetti di provenieneza pubblica. Nel nostro caso, dal 51% della multiutility che sarà  di proprietà dei nostri Comuni”.

“Il Comune di Firenze avrà un rilievo importante, perché sarà il socio di maggioranza relativa, nella compagine degli attori pubblici. Quanto alla quotazione in borsa, va detto che è in discussione la possibilità che una parte del caitale sociale, che sottolineo non superiore al 49%, possa essere qotata in borsa. E’ il consiglio comunale, quidi siamo noi – continua Nardella – che dovremo esprimerci per garantire questa possibilità. Ricordo anche che su questo pnto si sono già espressi positivamente alcuni Comuni, che hanno scelto di votare contestualmente sia la costituzione della holding e della multiutility che la quotazione in borsa. Noi abbiamo prefetito, per ragioni squisitamente formali, spacchettare in due fasi la procedura, la costituzione della multiutility e della holding (già fatto con la votazione dello scorso autunno) e poi, la quotazione in borsa”.

“Per poter far fronte a una mole di investimento e a un progetto così importante, è necessario ricorrere a capitali privati, a condizione ovviamente che si mantenga una regia pubblica. Avremmo avuto altre strade, come quella di indebitarci con il settore bancario. Prefriamo la quotazione in borsa perché garantisce maggiore solidità, un indirizzo più solido e più stabile e soprattutto un apporto economico anche dal settore privato che non potrà mai configurare unpalterazione del modello di governance pubblica, perché nell’accordo ch abbiamo siglato con tutti i Comuni abbiamo inserito la regola che non vi potrà mai essere una concentrazione di proprietà di azioni superiore al 5% dell’intera quota privata del capitale. Ma gli effetti di questo progetto sono sotto gli occhi di tutti, come è stato confermato da più parti. Intanto, possiamo raddoppiare gli investimenti. Attualmente, Publiacqua e Alia investono 200 milioni di euro all’anno; con la multiutility, potemmo investiro più di 400 milioni all’anno,  e in 5 anni, sul territorio, avremo più di 1 miliardo di investimenti. Investimenti fondamentali: per la rete idrica, sulla quale stiamo già intervenendo per ridurre la quota di dispersione (a Firenze siamo orami sotto il 40% rispetto a una media italiana ntorno al 50%), per le risorse energetiche, in cui avremo le risorse per affrontare davvero la sfida della transizione energetica, per il ciclo dei rifiuti puntando al modello di energia circolare”.

“Il secondo vantaggio – continua il sindaco – sta nell’incremento dei posti di lavoro, mille sul breve-medio periodo, ma possiamo realizzare 3400 posti di lavoro ispetto ai dati odierni, con un impatto socioeconomico di assoluta rilevanza”.

Il terzo vantaggio, dice il sindaco è legato all’ammodernamento “della rete ma anche dei servizi e della loro qualità per famiglie e imprese. L’ammodernamento della rete dei servizi è il presupposto per contenere l’aumento delle tariffe, altro aspetto importante, scritto nero su bianco nei fogli che abbiamo firmato, cominciando dal contenimento degli incrementi precedentemente previsti”. Un’operazione che, secondo Nardella, permette di superare anche un  aspetto endemico del territorio toscano, la frammentazione eccessiva delle società dei servizi pubblici con tutta la rete amministrativa collegata. ” Non possiamo avere una regione spezzettata in 150 aziende di servizi pubblici locali con altrettanti cda che gestiscono in modo frammentato comparti economici importanti come gas, elettricità, rifiuti e acqua, a fronte di forti sconvolgimenti dovuti a cambiamenti climatici,a quelli geopolitici, alla guerra, a scelte che vengono prese a livello sovranazionale”.

Altro motivo, quello di riappropriarsi, da parte del territorio, dei processi decisionali, strategici e industriali e le relative ricadute economiche e sociali. “Da ora in poi – conclude Nardella- i nostri consigli comunali e le nostre amministrazioni avranno il diritto-dovere di intervenire sulle strategie. Noi nel massimo rispetto di tutti andremo avanti anche interloquendo con le amministrazioni di altre province fuori da quelle di Firenze, Prato e Pistoia. Aggiungo per ultimo che questo è un progetto bipartisan perché partecipano Comuni governati dal centrosinistra e di centrodestra, come testimoniato da Pistoia”.

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