Il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Stefano Mugnai (Forza Italia), va giu’ duro contro un “sistema salute”, quello toscano, che definisce come una vera e propria Caporetto. ''Basta con una sanita' allo sbaraglio, siamo pronti a ricorrere al Collegio di garanzia statutaria per ottenere il rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio regionale, sia legislative che di valutazione e di indirizzo''.
Appena ieri, martedì 4 febbraio, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha annunciato una correzione normativa in grado di rendere inutile l'emendamento Mugnai-Chincarini alla finanziaria approvata il 18 dicembre scorso dal Consiglio regionale e che ha reso legge il termine del 31 marzo 2014 per la chiusura delle Societa' della Salute.
''Ormai siamo in presenza di uno scontro istituzionale tra Consiglio e Giunta sull'ipotesi, da Forza Italia sempre definita impraticabile, di modificare la vecchia 'bozza Scaramuccia' di Piano sanitario con un maxiemendamento cosi' da avere, detto fatto, un piano sanitario, evitando concertazione e normale iter in commissione sul nuovo testo. Inoltre domani – ha ricordato Mugnai – in Commissione e' molto probabile che salti l'esame del regolamento siglato dalla Regione col volontariato il 23 dicembre scorso e annunciato con squilli di tromba. Infine nuova riunione stamani sull'annunciato, poi sospeso e quindi nuovamente annunciato spostamento della centrale 118, di Prato dalla quale emergerebbe che il trasloco avra' natura provvisoria, cioe' ora la centrale di Prato si sposta a Firenze, ma domani, chissa', potrebbe finire a Pistoia. Una situazione a dir poco caotica''.
E nella Caporetto della sanità toscana, secondo Mugnai, ''Rossi pare entrato anzitempo in campagna elettorale: non si cura di sconfessare i suoi assessori, annunciando la decisione di acquistare Villa Ragionieri dopo che la proprieta' e' passata a Unipol, fa finta di ignorare le espressioni del Consiglio regionale sulle Societa' della Salute, si aggrappa a tatticismi deliberativi per evitare un serio esame del Consiglio sul Piano sanitario, ma alla fine non porta a casa nulla. Nulla di nulla''.
''Il reiterato richiamo del presidente del Consiglio regionale che sottolinea l'urgenza di questa cornice normativa obbligatoria per dare legittimita' agli atti di politica e gestione sanitaria – ha proseguito Mugnai – coincide con quanto noi diciamo ormai da anni. E adesso anche il colpo di genio di utilizzare la vecchia 'bozza Scaramuccia' stravolgendola con un maxiemendamento si sta rivelando un vicolo cieco''.
''Il quadro e' profondamente mutato e quindi va fatto un nuovo atto, una nuova proposta di delibera. Ma per Rossi in campagna elettorale il tempo stringe tanto da suggerire veri e propri colpi di mano. E' per impedire questi atteggiamenti che lo Statuto prevede organismi quali, ad esempio, il Collegio di garanzia statutaria: a buon intenditor poche parole'', ha concluso il consigliere regionale.