Mostra: la ricerca dell’assoluto tra Giacometti e Fontana

Firenze – Nelle antiche Sale dei Gigli e delle Udienze, del Museo di Palazzo Vecchio a Firenze, circondate da sontuosi affreschi e preziosi soffitti a cassettoni sono collocate, in un’atmosfera quasi mistica le sculture di due esponenti di rilievo dell’arte del XX secolo. Sono Alberto Giacometti e Lucio Fontana.

Dal 2 marzo fino al 4 giugno 2023 sarà possibile visitare l’esposizione “Giacometti – Fontana. La ricerca dell’assoluto”, a cura di Chiara Gatti e Sergio Risaliti, un confronto fra due artisti mai avvenuto prima di adesso, fonte di ispirazione per nuove interpretazioni e profonde analisi sulle due cifre stilistiche. Sovrastati dalla Giuditta di Donatello, in una iconica composizione scenografica ed emozionante, sono posizionate le sculture dei due protagonisti dell’arte, in un fluido dialogo tra loro, che stimola il dibattito sulle affinità e le diversità, fra l’esperienza della materia, le riflessioni creative e i riferimenti condivisi.

Per la prima volta due giganti del Novecento si incontrano e si toccano” afferma Chiara Gatti, Direttrice del MAN di Nuoro e curatrice della mostra. “… Giacometti e Fontana si sfiorano nella storia, lavorano negli stessi anni, citano gli stessi maestri, percorrono le stesse rotte e, soprattutto, guardano nella stessa direzione: verso il vuoto, l’invisibile, il sacro, l’altrove fisico e mentale”.

Sia Giacometti che Fontana hanno utilizzato la materia liberandola dal suo concetto intrinseco ma il primo cerca di agganciarla una dimensione fisica ridotta ed essenziale, e l’altro tende a trasformarla in un’altra dimensione vitale e cosmica. Quella ricerca dell’assoluto, teorizzata da Jean-Paul Sartre nel suo testo del 1948, l’immateriale nella materia. Tra le opere di Giacometti sono presenti L’Homme qui marche e una Femme debout, i Concetti spaziali di Fontana, grumi di materia in bronzo o terracotta e due opere in un confronto simbolico: L’objet invisible di Giacometti e la Signorina seduta di Fontana.

Spiega Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento e ideatore delle due mostre. “Le opere di Giacometti e Fontana… ci invitano a interrogarci sul senso poetico emerso con questi accostamenti.  Un senso poetico ritrovato. Forse è questa la cifra dell’immortalità e dell’eternità di questi capolavori. Figure che interrogano il mistero dell’essere dell’uomo sulla terra e nel cosmo”.

Contemporaneamente, negli spazi delle ex Leopoldine del Museo Novecento, fino al 13 settembre 2023, sono presenti in una mostra, dal titolo “Lucio Fontana. L’origine du monde”, disegni, dipinti e sculture del maestro italo-argentino, del suo percorso artistico che va dal 1946 agli ultimi anni di vita. In una serie di disegni, e piccole sculture la mostra intende approfondire la poetica di Fontana e cercare nuove interpretazioni sui suoi lavori più conosciuti come i “tagli” e i “buchi” collegati al concetto dello spazio.

I due eventi sono stati possibili grazie a prestiti di importanti collezioni e istituzioni nazionali e internazionali, fra cui Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence,  la Fondazione Lucio Fontana e il Museo del Novecento di Milano. Entrambe le mostre sono ideate da Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento.

Per info:

Museo di Palazzo Vecchio – Tel. +39 055 2768224 / info@musefirenze.it

Museo Novecento – Tel. +39 055 286132 / info@musefirenze.it

 

In foto: Installation views Giacometti – Fontana. La ricerca dell’assoluto. Ph Serge Domingie. Courtesy Museo Novecento

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