Chiusa la falla, restano emergenza e conta dei danni. A nemmeno due anni dal terremoto di cui buona parte della bassa modenese porta ancora i segni, le stesse zone del territorio emiliano devono fare i conti con l’alluvione provocata da giorni di piogge intense – fenomeno più che mai inusuale per il mese di gennaio – e dal cedimento di una parte di argine del Secchia nella zona di Bastiglia e Bomporto.
La prima buona notizia è che ieri sera è stata completata l’impermeabilizzazione della falla del Secchia, la seconda riguarda l’assenza di piogge negli ultimi due giorni. Infatti sta già calando il livello delle acque nei campi allagati delle zone alluvionate.
IL BILANCIO
Ma se si volge lo sguardo verso quello che l’acqua lascia dietro di sé mentre se ne va, l’immagine è drammatica. Ieri in Senato l’esponente del Pd Stefano Vaccari ha riferito una prima stima dei danni. Parziale, per forza di cose, visto che il bilancio viene aggiornato di minuto in minuto. Si parla ormai di “un migliaio di sfollati, circa 3mila ettari di terreno agricolo (in buona parte della zona di produzione del Lambrusco, ndr) coperti d’acqua, 1.800 piccole e medie aziende danneggiate, 2500 addetti già sospesi dal lavoro. Ora – ha spiegato Vaccari – accanto ai danni del terremoto, si dovranno contare anche quelli delle esondazioni”. Il senatore si è fatto portavoce della richiesta dello stato di emergenza avanzata dalla Regione Emilia-Romagna e ha chiesto al Governo la proroga delle scadenze fiscali per le imprese e le famiglie colpite dall’alluvione e l’adozione di ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori e le attività produttive.
Questi dati sono stati raccolti in buona parte dai tecnici dell’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Modena, che già ieri l’altro hanno iniziato i sopralluoghi proprio allo scopo di cominciare a inviare alla Regione già nei prossimi giorni i primi elementi utili per adottare le misure necessarie. Un secondo incontro per fare il punto è già stato convocato per venerdì 24.
LA STORIA
Una delle vicende più emblematiche di questa ennesima emergenza che investe il territorio emiliano riguarda l’azienda biomedicale Eurosets che nell’agosto del 2012, a pochi giorni dal sisma, aveva trasferito parte della propria attività da Medolla a Bastiglia per non perdere la produzione e ora è costretta a fare i conti con la piena. L’amministratore delegato della società stima in oltre un milione di euro i danni subiti. Ma, con lo spirito che caratterizza chi vive in questa terra, già garantisce che l’obiettivo è e resta quello di andare avanti, affrontando e superando anche questa prova.
IL FUTURO PROSSIMO
Terminata, quando lo sarà, la conta dei danni bisognerà anche cercare di risalire alle cause dell’alluvione. Se gli argini del Panaro, ad esempio, hanno tenuto, è ormai chiaro che gran parte dei danni è stata causata dalla rotture dell’argine del Secchia. C’è chi dà la colpa alle nutrie e ad altri animali selvatici che sono soliti scavare le proprie tane negli argini, mentre i Consorzi di bonifica garantiscono che le strutture erano controllate da poco e in perfetta funzionalità.
Intanto, tra domani e venerdì è attesa un’altra forte perturbazione che potrebbe avere anche carattere parzialmente nevoso. La bassa modenese è in sicurezza, ma la preoccupazione e il monitoraggio restano costanti.