Non c’è pace per i quaranta dipendenti della Firem di Formigine, che la scorsa estate aveva optato per il trasferimento in Polonia all’insaputa dei lavoratori in ferie. La seconda rata dello stipendio di agosto, ancora in sospeso, che doveva andare in pagamento ieri l’altro, forse non verrà saldata e ora si teme che la stessa sorte tocchi anche alla tanto attesa tredicesima. Se ciò avvenisse, saremmo di fronte al mancato rispetto di accordi presi con i sindacati e le parti sociali che stanno seguendo la vertenza. Pare sia stata la stessa Firem, con una telefonata ai sindacalisti di riferimento, a far presente che i soldi dovuti ai lavoratori sono ancora a rischio.
“Ancora una volta l’azienda non rispetta i patti e questo è un fatto gravissimo – attacca Cesare Pizzolla della Fiom Cgil – chiediamo con forza alle parti garanti dell’accordo firmato mesi fa in Comune a Formigine di intervenire con decisione”.
Già due mesi fa, al momento del pagamento della prima tranche l’azienda aveva allungato i tempi del saldo e “solo l’intervento del prefetto, dopo i nostri presidi sotto la sede amministrativa, aveva sbloccato la situazione”, mentre nei prossimi giorni “doveva essere saldata anche la tredicesima che i lavoratori attendono per passare un Natale più sereno”, continua Pizzolla.
Comune di Formigine, Provincia di Modena, Regione, sindacati e Direzione provinciale del lavoro avevano sottoscritto con l’azienda un documento di accordo che aveva sbloccato il presidio dei lavoratori ai materiali in uscita per il trasferimento oltreconfine. L’accordo prevedeva di mantenere una parte della produzione a Formigine, con l’acquisto di un nuovo capannone e la garanzia entro quindici mesi di un’occupazione piena per 16 dipendenti, mentre le retribuzioni ancora in sospeso dovevano essere pagate con un rateizzo. “Davanti a questa nuova grave mancanza – aggiunge Pizzolla – valuteremo le prossime iniziative da intraprendere”.