In città gira un nome, da due giorni, ed è quello di Miryam Amato, candidata del Movimento 5 Stelle alla poltrona di Palazzo Vecchio. Attivista grillina della prima ora e neomamma, è la vera incognita delle prossime amministrative; l'unica – pare – in grado di seminare imprevisti sul cammino del Nardella rampante.
Appurato il suo impegno sul territorio e il grande appoggio di cui gode tra i supporter ("ha grinta da vendere e una grande sensibilità per i più deboli, per i bambini e per l'ambiente", dichiarano), StampToscana ha scambiato con lei due parole per sondare il terreno del programma pentastellato per la città.
Un sindaco M5S e, per di più, donna. Già questo rappresenterebbe un bel segno di discontinuità rispetto al passato, oltre che un vero cambio di rotta. Sul piano più strettamente programmatico, qual è il primo punto all'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle per Firenze?
Semplicemente, partiremo dall'ascolto dei cittadini. Vogliamo costruire una politica a partire proprio dalle loro istanze. Metteremo a disposizione un portale attraverso cui i cittadini potranno confrontarsi con le istituzioni, perchè ciò che vogliamo è creare un nuovo tipo di rapporto tra queste e la cittadinanza. Ad esempio, qualunque atto che verrà discusso in consiglio dovrà essere pubblicato online con trenta giorni di anticipo, in modo che i cittadini possano essere consapevoli e conoscere bene gli argomenti. Non vogliamo suggerire cosa decidere o che idea farsi, ma dare i mezzi per conoscere la macchina burocratica e amministrativa della città.
Dunque un canale comunicativo online, come è nella prassi del Movimento.
Non solo, rafforzeremo anche i contatti diretti con il territorio, che coltiviamo da diversi anni. Attualmente, ad esempio, sono molti i banchini e gazebo in giro per Firenze, nelle piazze. Saranno importanti, in questo senso, anche gli eventi o le nostre riunioni, che finora hanno riunito più che altro i nostri attivisti o persone che hanno deciso di entrare a far parte del M5S, ma a cui tutti possono prendere parte. Il contatto, insomma, sarà sia online che diretto.
Lei si è battuta molto contro l'inceneritore di Casa Passerini e di Baciacavallo. Quello della gestione dei rifiuti è un tema che le sta a cuore, oltre che un tema molto caldo a Firenze, dove la bocciatura della mozione Rifiuti Zero ha gettato benzina sul fuoco, riaprendo la questione a soluzione da destinarsi..
La verità è che non capisco se ci sia davvero, a Firenze, una gestione dei rifiuti. L'amministrazione continua a investire soldi in soluzioni come, ad esempio, i cassonetti interrati, senza affrontare concretamente il problema della riduzione dei rifiuti. Bisogna agire concretamente su questa tematica. Una corretta gestione dei rifiuti, tra l'altro, ha conseguenze su tutti gli altri settori, come la salute. È una questione sottovalutata. Come cittadina sono rimasta male quando in Consiglio è stata chiusa la porta in faccia alla proposta Rifiuti Zero, una delle molte che partono dai comitati cittadini. Quello che io ho notato, frequentando i comitati cittadini e essendo presente alle loro istanze, è che manca comunicazione.
Trova, quindi, che il problema sia di interazione..
I comitati e i cittadini non vengono ascoltati, mentre il più delle volte hanno più nozioni delle persone preposte a dare risposte. Parlando di rifiuti dico che andrebbe rivista tutta la gestione su Firenze, cominciando con l'avere il coraggio di prendere delle scelte perchè ad oggi sono almeno quattro anni che, come cittadini, paghiamo un'ecotassa maggiorata del 20% perchè non rispettiamo i limiti della differenziata. È solo un esempio, ma indicativo del fatto che le carenze sono sostanziali e tangibili.
Lei ha partecipato alla battaglia per i Nidiaci in Oltrarno e alle proteste contro la privatizzazione di alcuni asili nido messa in pratica da Palazzo Vecchio in questi anni. Qual è il futuro della scuola e dell'educazione pubblica a Firenze?
La mia esperienza nasce, prima che come attivista, come mamma. Ho incontrato, nel mio percorso, tantissime mamme costrette a mandare i figli alle scuole paritarie spendendo tanti soldi. Oggi come oggi è vero che si paga in merito a Isee, ma è anche vero che molte famiglie, pur con due stipendi a fine mese, non riescono ad andare avanti. Mi sembra che non ci sia la volontà di incentivare il lavoro delle donne o di dare una mano concreta alle famiglie, mentre è evidente che ci sia una volontà di esternalizzare i servizi essenziali. Ci sarà molto da fare, anche perché le risorse che vengono date a una scuola paritaria, se rientrano e vengono investite nel pubblico, vanno a creare un bene collettivo. Quindi, ovviamente, sono per la scuola pubblica, come da Costituzione.
Viene eletta sindaco. Qual è la prima cosa che fa?
Apro le porte ai cittadini, attravreso i canali che le ho detto. Viceversa, sarebbe come se io imponessi il mio programma. Il Movimento ha un programma, che ha costruito con e tra i cittadini. Il mio intento è quello di dimostrare che il nostro tipo di politica è possibile, che non è così difficile o utopistico essere un cittadino attivo, e che solo insieme possiamo fare qualcosa. Da soli non abbiamo la bacchetta magica, abbiamo tanti buoni intenti ma il coinvolgimento della società civile è essenziale.
Non la preoccupa il lavoro da fare?
No..sono una guerriera.