Millesoli chiama Tula. Una storia di ospitalità che dura da 15 anni

Ecco come nasce l’associazione che dal 2000 si occupa dei bambini provenienti dagli orfanatrofi

gruppo_tula800Era il 1999, ormai 15 anni fa, e fu in quell’anno che – grazie a un progetto di ARCI e del Comune di Reggio Emilia – quelli che sarebbero diventati i fondatori di Millesoli muovevano i primi passi verso Tula, una regione che si trova a circa 200 km da Mosca, pesantemente colpita dalla nube di Cernobyl.

Il progetto, che mirava ad aiutare i bambini provenienti da orfanatrofi o da famiglie disagiate, l’anno successivo si interruppe, ma le famiglie che si erano mobilitate decisero di dare vita, nel 2000, al Comitato famiglie di Montecchio che è diventato poi l’associazione Millesoli.

“Nonostante le difficoltà nel reperire fondi – ci racconta Mirca Zecchetti, tesoriera della Onlus – non ci siamo mai arresi e Millesoli da 13 anni si occupa di ospitare in Italia nel periodo estivo bimbi russi. In diversi anni di attività sono stati centinaia i bimbi che hanno soggiornato nelle nostre famiglie e che continuano ogni anno a farlo”.

La difficoltà maggiore in questo momento – ci spiega Mirca – è quella di trovare famiglie che possano ospitare e che possano pagare il viaggio ai ragazzi ospitati. Sì, perché l’ospitalità è l’esperienza fondante che permette all’associazione di portare avanti la propria mission.

“Ospitare un bimbo che vive in orfanotrofio significa infatti dargli la possibilità di vivere, capire, assaporare cosa sia una famiglia, dargli la possibilità di conoscerne il significato per far si che un giorno, da grande, possa ricreare quel “sapore” all’interno della propria vita e nel proprio mondo – continua Mirca – e diversamente da altre associazioni, noi puntiamo alla continuità. Io ad esempio ospito lo stesso bambino da 13 anni”.

I ragazzi che vengono in Italia hanno alle spalle famiglie con esperienze di violenza: “Ad esempio, è emblematico il caso di due sorelline erano continuamente picchiate dai genitori – ci racconta la tesoriera dell’associazione – una di queste è stata ustionata dal papà che le ha gettato dell’acqua bollente sulle gambe. Quando sono venute in Italia stavano continuamente vicino alla mamma italiana mentre non osavano avvicinarsi al papà italiano. Ci sono voluti anni perché avessero fiducia in lui”.

Una storia che sottolinea quanto sia importante il valore affettivo di un’esperienza così importante – a volte anche molto difficile – come quella dell’ospitalità. Ma oltre al valore affettivo, ospitare per Millesoli significa anche organizzare “uscite in piscina, gite a Cerwood e a Gardaland, gite in città, visite ai caseifici, uscite per andare ai concerti, tutte quelle attività che possono rendere il soggiorno più gradevole per tutti i ragazzi ospitati”.

Fondamentali sono anche i controlli gratuiti – in particolare visite pediatriche ed ecografie – che l’associazione riesce a garantire ai ragazzi grazie alla collaborazione gratuita degli ospedali di Reggio, Guastalla, Montecchio e Modena.

E per il 2014 i progetti di Millesoli per aiutare i ragazzi di Tula sono tanti: “Quest’anno abbiamo lavorato per riavvicinare le famiglie ai ragazzi che erano ospitati un tempo ma che ora sono maggiorenni – continua Mirca – tramite un sito russo (Odnoklassniki – compagni di classe) che è come il nostro Facebook”

“Ci piacerebbe trovare una piccola struttura dove poter ospitare altri ragazzi di cui si prenderanno cura i volontari. Abbiamo intenzione di organizzare uscite in tenda in montagna – ci spiega Mirca – Purtroppo i soggiorni al mare, che erano una delle attività principali su cui si basava l’ospitalità nei primi anni di attività dell’associazione, sono sospesi a meno che si trovi una struttura che ci ospiti anche solo qualche giorno gratuitamente. Abbiamo alcuni bambini che avrebbero urgentemente bisogno di fare alcune visite specialistiche e siamo alla ricerca di famiglie che possano ospitarle a luglio. Chi fosse interessato può segnalarcelo entro il 20 febbraio a questo numero: 331-9374558″.

E Millesoli non si arrende e si è mossa per instaurare collaborazioni con il coro St. Major di Scandiano, la musicista e suonatrice di arpa 13enne Agatha Bocedi e alcune compagnie teatrali perché l’obiettivo dell’associazione rimane quello di ospitare sempre più ragazzi “per fargli assaporare il valore di una famiglia e l’ospitalità reggiana”.

“Vorremmo poter continuare a seguire i più grandi che sono i meno tutelati – conclude Mirca – Se va in porto un grande progetto, vorremmo andare in ottobre in Russia e fare un vero e proprio reportage che coinvolga una serie di orfanotrofi per raccontare la storia dei nostri ragazzi. Per sostenere Millesoli e i suoi progetti è possibile farlo attraverso il 5 per mille, che ci ha permesso in questi anni di poter continuare il nostro cammino. Questo il nostro codice fiscale 91095810353″.

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