Mentre ormai da giorni è in corso una vera e propria guerra sul futuro di Silvio Berlusconi e le sorti governo sono inchiodate ai destino del Cavaliere, dal mondo dell’economia (reale) giungono notizie sempre più allarmanti.
A luglio infatti la produzione industriale italiana è diminuita dell’1,1% rispetto a giugno. Lo ha comunicato l’Istat, sottolineando coma l’indice della produzione, corretto per gli effetti di calendario, l’indice è diminuito in termini tendenziali del 4,3% . Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è scesa del 4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.
Sempre a luglio l’indice ha registrato una variazione rispetto a giugno positiva nel solo comparto dell’energia (+1,7%). Variazioni negative invece per i beni strumentali (-3,1%), i beni intermedi (-1,1%) e, in misura minore, i beni di consumo (-0,3%). Nell’ambito della manifattura, gli unici incrementi congiunturali si sono registrati per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%). Su luglio 2012 invece si registrano variazioni negative in tutti i raggruppamenti principali di industrie. Calano in modo significativo l’energia (-7,1%) e i beni strumentali (-6,6%), mentre registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,7%) e i beni intermedi (-2,1%). Per quanto riguarda le dinamiche tendenziali dei settori di attività economica, a luglio 2013 l’unico comparto in crescita è quello delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per i settori dell’industria del legno, della carta e stampa (-11,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,6%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (-8,4%).