Memorie di Glückel Hameln, l’eredità di una donna ebrea

Firenze – Glückel Hameln è autrice di un documento unico nel suo genere, il diario di una donna d’affari ebrea che nel Seicento mette su carta la propria vita e lascia una testimonianza vivace della vita economica e sociale, questioni familiari e affari. Domenica 23 settembre, con due appuntamenti alle 11 e alle 17 il Museo ebraico di Firenze propone una visita teatralizzata proprio su questa autrice del XVII secolo, una donna straordinaria, femminista di fatto ante litteram anche oggi fonte d’ispirazione. L’evento è promosso da CoopCulture e si inserisce nella rassegna L’eredita delle donne OFF, il primo festival che celebra scrittrici, scienziate, artiste, attrici, filosofe, pensatrici che hanno contribuito a rendere grande e unico il patrimonio culturale.

Memorie di Glüuckel Hameln: affari, figli e feste di nozze nella straordinaria vita di una donna ebrea del Seicento viene proposto al Museo presentando, fra letture e racconti, le parole della Hameln, non solo uno spaccato della cultura ebraica ma anche uno dei più grandi successi della letteratura yiddish; l’autrice, rimasta vedova inizia a scrivere i suoi diari nei quali racconta di guerre ed epidemie, di omicidi, fallimenti, feste di nozze, nascite e morti, dei vari commerci e dei sacrifici per sistemare tutti i suoi quattordici figli. Le sue parole colpiscono per la sincerità e la gustosa freschezza, per la capacità di accettare il destino anche nei momenti più dolorosi e per la sapienza religiosa di cui sono intrise. I visitatori saranno inoltre guidati alla scoperta di antiche e preziose ketubboth, contratti matrimoniali ebraici, conservati al Museo.

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