Manifatturiero, se le imprese chiudono non saranno sostituite

Se le loro imprese falliscono, difficilmente saranno rimpiazzate. E’ questo il grande rammarico degli imprenditori toscani del manifatturiero, un comparto di 41mila imprese (il 98% con meno di 50 dipendenti) che in questo territorio ha una lunga tradizione, che rappresenta circa il 20% del Pil regionale e che dà lavoro a 320 mila persone. Un comparto che rischia però di finire con questa generazione di imprenditori, che già instradano i propri figli verso differenti carriere, fuori dall’azienda. Troppi investimenti da fare, troppo alti i costi da sostenere perché un giovane possa fare ex novo quel che fecero i loro padri e nonni nel dopoguerra. Così va in fumo quel patrimonio di ricchezza, ma soprattutto di conoscenze e saper fare, che è il manifatturiero toscano, eccellenza del Made in Italy costruita in 40 anni di esperienza. Accesso al credito per poter fare investimenti che ormai sono necessari a scadenze più ravvicinate, sblocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, semplificazione amministrativa, diminuzione della tassazione, a cominciare dall’Irap, e del costo del lavoro. Sono queste le istanze delle Pmi espresse da 5 imprenditori che oggi hanno incontrato alcuni parlamentari toscani nella sede di CNA Toscana, con il presidente Valter Tamburini a moderare la discussione sulla crisi del manifatturiero. «La Toscana ha un’importante tradizione manifatturiera, dal tessile alla pelletteria, dalla meccanica al legno, che rischia di sfaldarsi sotto i colpi di una crisi di cui non si vede la fine –  ha introdotto Tamburini – Le imprese del settore non chiedono aiuti o sostegni, ma provvedimenti urgenti e concreti per tornare ad essere competitive». «Le nostre imprese rischiano di fallire perché ormai la concorrenza è troppo forte, le grandi imprese preferiscono produrre altrove – spiega Franco Filoni, titolare di un’azienda del Pistoiese con 14 dipendenti, che oggi fattura  500mila euro all’anno, giusto la metà di pochi anni fa – Così non c’è lavoro, e quando un dipendente va in pensione non riusciamo a sostituirlo. Ma il problema è che il Made in Italy vero si fa con almeno 30 anni di esperienza. Se finiscono le imprese che questo know-how ce l’hanno finisce il Made in Italy». «Non possiamo essere competitivi se produrre fuori costa tanto di meno» conferma Adriano Ravenni, titolare di una ditta di stampi per vetro a Colle Val D’Elsa, con 9 dipendenti, 500mila euro di fatturato, che nel 2003 era un milione. «L’unico costo che si può abbattere è la tassazione –  spiega Giancarlo Cinci, imprenditore di Prato, 30 dipendenti e un fatturato annuo di 5 milioni di euro –  Magari con un criterio premiante per le aziende che reinvestono i loro utili». E quando non è la crisi a mettere a rischio le aziende, ci pensa lo Stato. Come nel caso di un’impresa, che preferisce rimanere anonima, cui sono stati bloccati i macchinari per 2 mesi per un debito di 20 mila ero con l’Inps. «Lo stato è interessato ad avere imprese che lavorano e creano ricchezza o polli da spennare? – si domanda il titolare della ditta – La meccanica è una delle eccellenze di questo Paese, ma lo Stato pare se ne sia scordato». «La Toscana cresce meno di altre regioni da molti  e molti anni – ha detto l’On. Lulli del Pd – Servono investimenti nelle infrastrutture e una politica industriale che sostenga il manifatturiero ed incentivi la ricerca. E in Parlamento portiamo avanti la battaglia per lo sblocco dei pagamenti alle imprese dalla pubblica amministrazione»

 

Total
0
Condivisioni
Prec.
Si dichiarava ipovedente ma guidava l’auto senza occhiali

Si dichiarava ipovedente ma guidava l’auto senza occhiali

Falso invalido scoperto all’isola d’Elba

Succ.
Dalla Regione 4 milioni di euro per le aziende colpite da neve e gelo nel 2009

Dalla Regione 4 milioni di euro per le aziende colpite da neve e gelo nel 2009

La Regione Toscana ha annunciato oggi, 5 marzo, che presto verranno erogati gli

You May Also Like
Total
0
Condividi