Nel bene e nel male la RAI ha accompagnato la nostra vita: è nata qualche anno prima di me e per tanti anni di fanciullezza è stata la mia (quasi) unica fonte di informazione, di divertimento e di apprendimento.
Da quando mi ricordo sento parlare della lottizzazione dei posti in RAI e della assoluta nomina politica dei suoi dirigenti.
Onestamente non mi ricordo un solo dirigente RAI nominato in questi anni solo per la sua bravura. Ciò non significa che non fossero poi bravi nell’esercizio delle loro funzioni: ma avevano un marchio di fabbrica ben evidente, stampigliato sulla loro coscienza.
Mi fa quindi sorridere sentire tutte quelle anime belle che in questi giorni si strappano i capelli per questo o quel dirigente già frutto di lottizzazione che viene ora allontanato per far posto ad un altro lottizzato: chi aveva accettato la logica della propria nomina sapeva benissimo che, prima o poi, ne sarebbe stata vittima.
Sembra quasi che noi ci si affezioni a chi ci propinava la sua dose di verità addomesticate. E si chieda a gran voce di avere quel propinatore di minestre riscaldate a cui ci siamo tanto abituati…
Come diceva Leo Longanesi:
“In Italia non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi”.