Ma’a al Fidda: immagini dal campo della tragedia siriana

Firenze –  Il regista Ossama Mohammed, siriano, vive in Francia. Per seguire la guerra civile guarda i filmati terribili che sono ogni giorno caricati su internet e dialoga, sempre via internet, con la sua amica Simav che abita a Homs, in Siria. Il documentario Ma’a al Fidda testimonia questa esperienza, mostrando da questo angolo particolare la violenza della guerra. Le immagini riprese dai “ribelli” sono accostate a quelle filmate dai soldati di Hassan e alle immagini di Homs, la città curda assediata.

Attraverso il dialogo a distanza con Simav, Mohammed cerca un senso nelle immagini e nelle parole che giungono dalla Siria. Sivam è invece immersa nella guerra, è assediata, come la sua città, dalla paura, dalla distruzione e dalla morte. L’autore mostra la ferocia della guerra civile, usando non una convenzionale radiografia documentaria degli eventi, ma un mosaico di immagini. Le immagini sadiche girate dai soldati, quelle dei cadaveri di alcuni ribelli, di un bambino che cammina nelle vie fatiscenti della città, sono alcune tessere di questo mosaico. La perdita di senso e la volontà di testimoniare la memoria soggettiva della guerra conferiscono alle immagini un significato inedito. Il film interroga il confine stesso della visibilità. Noi spettatori siamo chiamati a guardare le immagini della guerra in modo critico e con un coinvolgimento etico e politico.

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