L’urlo della scuola e il silenzio della politica

Una intera giornata, venerdì 23 marzo, per una mobilitazione nazionale, che coinvolgerà il mondo della scuola e quello dell’università.
Partirà da Bologna, ma investirà tutta l’Italia, un urlo collettivo, “gentile ma determinato- come spiegano i promotori dell’iniziativa- per catturare l’attenzione della politica, dell’economia e di ogni cittadino, per richiamare l’attenzione sullo stato di estremo abbandono, sulla disattenzione e sull’impoverimento in cui versa l’istruzione pubblica,  per ricordare che la scuola dell’obbligo è costretta a finanziarsi in una sorta di privatizzazione strisciante, incostituzionale, che il personale insegnante e amministrativo è ormai ridotto all’osso, che l’offerta formativa e il tempo scuola ogni anno sono sempre più modesti. Per denunciare le università arrugginite e incrostate da baronie inamovibili, numeri chiusi e quiz, selezione casuale e senza merito e una cultura aziendalistica che tende ad uccidere nella culla la libertà di ricercare e sperimentare”.
Urleranno, dunque, bambini, genitori, insegnanti, studenti, ricercatori. Lo faranno in modo creativo e libero, con gesti e iniziative autonome, ma lo faranno tutti insieme, lo stesso giorno.
Ogni scuola, università, centro di ricerca e luogo della conoscenza, infatti, è chiamato a mobilitarsi, ognuno con la propria autonomia, ognuno con la propria creatività, dall’occupazione al girotondo, dalla festa al flash-mob, dall’assemblea d’istituto al capannello, dall’urlo collettivo al seminario di studi, dall’interruzione delle lezioni alla semplice esibizione della “primula”, simbolo generale di una nuova auspicata primavera dell’istruzione pubblica, e della manifestazione.
“La giornata- precisano gli organizzatori- è anche il momento per mettere a punto e presentare una “Convenzione Nazionale per la Scuola Pubblica”, un momento di riflessione per coagulare i tanti movimenti e associazioni che in questi anni hanno difeso coraggiosamente e instancabilmente la qualità e il valore della scuola pubblica statale”.
Alla manifestazione, ideata e organizzata dall’Associazione “Una nuova Primavera per la scuola pubblica”, hanno aderito, oltre a docenti, insegnanti e scuole, personaggi della società civile e culturale italiana tra cui il filosofo Gianni Vattimo, il musicista Edoardo Bennato, gli attori Paolo Villaggio, Toni Servillo e Fabrizio Bentivoglio, la scrittrice e giornalista Luciana Castellina  il regista Mimmo Calopresti e lo psichiatra Paolo Crepet, solo per citarne alcuni.

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