Il commissario della Lucchini spa, Piero Nardi, ha convenuto, con il ministero dello Sviluppo economico, di richiedere ai proponenti delle 8 offerte che risultano ancora incomplete nella documentazione le necessarie integrazioni, entro il termine di una settimana, al fine di garantire la pluralità degli operatori ammissibili all'ulteriore fase di gara e per poter scegliere l'offerta migliore. L'offerta nota di cui si è discusso in questi giorni è quella del gruppo arabo Smc. E' quanto è stato deciso ieri al tavolo Mise per l'acquisizione dello stabilimenti di Piomino della Lucchini spa, che si trova sotto amministrazione straordinaria. Il commissario della Lucchini spa, Piero Nardi, ha presentato infatti ieri al vice ministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti – si è appreso dal Mise – la sintesi delle offerte non vincolanti pervenute entro i termini previsti del 10 marzo: 9, di cui 8 carenti nella documentazione finanziaria e industriale. Positive le reazioni del sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, e del presidente della Provincia Giorgio Kukufà e del Pd Toscana che vedono nella decisione del Governo la possibilità di verificare e confrontare più offerte negli aspetti dtereminati della solidita finanziaria e industriale del soggetto che subentrerà nella proprieta dell'impianto siderurgico di Piombino.
Lo scorso 6 marzo il vice ministro De Vincenti , invitando tutti quanti avevano presentato le manifestazioni d'interesse per la Lucchini in amministrazione straordinaria a formulare entro il 10 marzo le loro offerte non vincolanti corredate dalla documentazione richiesta dal disciplinare di gara, aveva assicurato che per il Governo "non c'è alcun pregiudizio nei confronti di nessuna delle proposte e la conclusione della vendita di Lucchini è solo una parte del piano di rilancio e di diversificazione dell'area piombinese". "I lavori per l'ampliamento e la riqualificazione del Porto – aveva concluso – sono avviati e rappresentano un importante punto di riferimento per l'attrazione di nuovi investimenti per i quali l'Accordo di Programma (in attuazione del protocollo d'intesa del 16 gennaio), in fase di ultimazione, rappresenta uno strumento indispensabile".
''Si è aperto il ventaglio delle offerte, c'è l'offerta più ambiziosa, e ci sono anche le altre – ha detto ieri il sindaco di Piombino Gianni Anselmi -che comunque potrebbero rappresentare un'alternativa in un medio periodo, il che implicherebbe una gestione della transizione sociale''. ''Siamo stati informati dal viceministro De Vincenti che il commissario sta verificando – ha aggiunto il sindaco – se ci sono i margini di cassa per ordinare ulteriore minerale, per mantenere in vita l'altoforno fino a fine aprile primi di maggio''. Questa opportunità potrebbe portare al completamento della fase "due diligence" verso quella delle offerte vincolanti con l'altoforno ancora in marcia. ''Si sono delineate prospettive ulteriori per la Lucchini – ha commentato il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufa -, prospettive che, se non dovesse realizzarsi quella già conosciuta del gruppo arabo Smc, potrebbero offrire, rafforzate dall'accordo di programma, mi auguro, soluzioni comunque valide per il futuro dell'acciaieria''.
PD Toscana: "Bene la proroga dei termini per integrare le offerte". "La richiesta da parte del Mise d'integrare la documentazione delle otto offerte vincolanti per acquisto della Lucchini e una scelta di buon senso che dà garanzie rispetto alla chiusura della procedura di gara". Lo hanno detto il segretario del Pd della Toscana, Dario Parrini, e Leonardo Marras, responsabile attivita produttive del Pd Toscana. "Le garanzie finanziarie aggiuntive richieste dal Ministero, d'altra parte, costituiscono il presupposto per il rispetto delle tre condizioni individuate dal Partito democratico per garantire un futuro all'acciaieria di Piombino – hanno sottolineato Parrini e Marras – continuita produttiva, rispetto dell'Accordo di programma in attuazione del protocollo d'intesa del 16 gennaio, e riqualificazione ambientale". "La proroga di una settimana per integrare la documentazione – ha spiegato a sua volta Valerio Fabiani, segretario del Pd di Piombino – va nella direzione auspicata dal territorio, che ha sempre chiesto di non avere fretta di chiudere la partita, perché è determinante verificare la solidita finanziaria e industriale del soggetto che subentrera nella proprietà dell'impianto. In questo senso e altrettanto determinante che
nel periodo di transizione si garantisca la continuita produttiva dell'altoforno, che non deve essere spento per non
pregiudicare il progetto di rilancio del complesso siderurgico della Lucchini".
"ln questa fase delicata della procedura ad evidenza pubblica – aveva detto il vice ministro De Vincenti il 7 marzo – rivolgo un appello al massimo senso di responsabilità da parte di tutti, nella consapevolezza che il corretto svolgimento della procedura stessa, senza interferenze di sorta, è interesse primario dei lavoratori della Lucchini. Solo in questo modo infatti è possibile far emergere l'offerta migliore sul piano industriale e della solidità finanziaria".