La processione di riparazione contro il gay pride, organizzata dal comitato Beata Scopelli, ha finalmente un orario e un luogo d’inizio: i cattolici tradizionalisti si ritroveranno sabato mattina alle 10,20 in piazza Duca d’Aosta, di fianco all’edicola notturna, in zona porta Santo Stefano.
Ma non solo: nell’ultimo comunicato vergato dal gruppo cattolico, si danno indicazioni pratiche su come i partecipanti si dovranno comportare. Tra le indicazioni anche quella di non rivolgere parola ai giornalisti: “Saranno indicati venerdì sera – comunicano dal comitato – alcuni portavoce del Comitato attraverso i quali, eventualmente, verranno fornite risposte alla stampa il giorno della Processione. Invitiamo dunque tutti i partecipanti a dedicarsi alla preghiera evitando di chiacchierare con giornalisti (questo vale, durante la Processione, anche per i portavoce). Chi risponderà di sua iniziativa parlerà a titolo puramente personale e non a nome del Comitato «Beata Giovanna Scopelli».
I sacerdoti, invece, si dovranno attenere ad un preciso dress code, la cui giustificazione si rifà anche al magistero di Pio XII: “Dato il grande interesse mediatico – spiegano dal comitato – suscitato dall’annuncio relativo a “talare, cotta e berretta” per i preti che si uniranno alla Processione, chiariamo che esso non deriva da nostri gusti personali ma dalle regole liturgiche. La liturgia (lex orandi, lex credendi) non è – malgrado il pensiero erroneo diffuso – questione di inventive fantasiose o di stravaganze alla rincorsa delle mode. Pio XII, nella celeberrima Enciclica Mediator Dei (1947), chiarisce: “Tutta la Liturgia ha un contenuto di fede cattolica, in quanto attesta pubblicamente la fede della Chiesa”.
Intanto, nelle ultime ore si sta diffondendo la voce di una possibile contromanifestazione organizzata da Lotta studentesca, il movimento giovanile di Forza Nuova. A darne prova il fatto che su diversi manifesti del Pride sarebbero state affisse locandine di Lotta studentesca, mentre sul sito del movimento è apparso un sibillino annuncio: “Stiamo lavorando a qualcosa di grandioso – Qualche giorno ancora…”. L’attenzione da parte degli organizzatori del Pride è alta, anche se questi segnali non sembrano, per ora, rappresentare una minaccia concreta di problemi per la manifestazione arcobaleno.