L’ombra della mafiaA Reggio vanno a fuoco 7 auto al mese

In almeno un caso su tre il rogo è di origine dolosa. Ormai la criminalità organizzata sfida apertamente le istituzioni

Simone Russo

Troppi “fuochi artificiali” a Reggio. Ma non si tratta di quelli di Capodanno, bensì di qualcosa molto più pericoloso a livello sociale, tanto che la Procura ha annunciato di volerci vedere chiaro con l’aiuto della Direzione distrettuale antimafia bolognese. Stiamo parlando della preoccupante serie di roghi dolosi ai danni di imprenditori locali, una scia di fuoco che ieri sera si è ulteriormente allungata con nuovo incendio appiccato ad una autovettura. E’ successo a Cavriago intorno alle 22 in via Govi: una vettura Audi A4 intestata a Max Mara e di proprietà di un 48enne reggiano, è stata data alle fiamme. I carabinieri, vista l’apparente inspiegabilità del gesto, non escludono nessuna pista investigativa: dal puro teppismo all’atto intimidatorio. Il rogo è stato acceso con tutta probabilità attraverso l’impiego di liquido infiammabile, versato sulla parte anteriore della vettura. Sono stati i Vigili del Fuoco a dare l’allarme alla stazione dei Carabinieri di Cavriago, che ha avviato le indagini per dare una “ragione” a quanto accaduto.

Pur mantenendo aperte le porte ad ogni ipotesi, è chiaro che ormai per gli investigatori ogni episodio come quello successo ieri sera a Cavriago richiami la possibile presenza di una mano “mafiosa”. Non si tratta di un allarme ingiustificato, almeno stando ai numeri diffusi nelle scorse settimane dalle stesse forze dell’ordine. I dati ufficiali per quanto riguarda i primi undici mesi del 2011 parlano di ben 78 auto finite in fiamme in tutto il territorio della Provincia; in 26 casi si sospetta che l’incendio sia doloso, un caso su tre. La percentuale dei casi messi sotto osservazione è in crescita: da un quarto nel 2010 a un terzo nel 2011. In particolare l’attenzione degli inquirenti è centrata sui tre roghi che hanno colpito negli ultimi mesi la famiglia Colacino. Il trasportatore Michele, i cui mezzi sono impegnati nella raccolta rifiuti a Reggio, ha subito la distruzione di due sue vetture, entrambe Bmw. Segnali inquietanti, anche se per ora non sono stati ricollegati ufficialmente alla criminalità organizzata.

Resta comunque nell’aria l’idea che il boom dei roghi sia collegabile all’aumento delle difficoltà degli imprenditori taglieggiati nel pagare il “pizzo”. E tutto questo accade proprio mentre nelle ultime settimane si è riaccesa l’attenzione dell’opinione pubblica e degli inquirenti sulle infiltrazioni mafiose nella nostra provincia. Poche settimane fa l’inchiesta shock che ha collegato un noto imprenditore di Fabbrico (settore immobiliare) alla Camorra dei casalesi; proprio ieri la notizia che il giovane giornalista Giovanni Tizian, autore nei mesi scorsi di un dossier sulla mafia a Reggio e provincia, è stato messo sotto scorta a seguito delle minacce ricevute.

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