Livelli di radioattività ancora oltre il limite alla discarica di Poiatica di Carpineti al centro di numerose petizioni di cittadini e comitati che ne chiedono la chiusura. Ad effettuare le misurazioni è stato Alessandro Raniero Davoli, ex consigliere della Lega Nord a Castelnovo Monti. Sulla vicenda la procura di Reggio ha già aperto un’inchiesta dopo un primo esposto dell’aprile scorso. Dalle nuove misurazioni, però, il livello di radioattività è cresciuto ulteriormente, ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Secondo Davoli in diversi punti, a contatto del perimetro della discarica, i valori dai 60–80 nano-Sievert/ora, fondo naturale della zona, sono saliti in veloce progressione a 190, 250, 280, 290 sino a 310 nano-Sievert/ora. “Il limite massimo ammesso per la popolazione – dice Davoli – è stabilito in 114 nano-Sievert/ora * (più fondo ambientale), quindi, in almeno cinque – sei zone il limite è abbondantemente superato. Oltre scatta la soglia per la quale può essere determinato un danno alla salute degli esseri umani. Lo stesso valore massimo ammesso per l’esposizione, a norma di legge, vale per gli operai presenti in discarica, non essendo compresi nelle categorie A o B dei lavoratori professionalmente esposti”.
Se le cose stanno in questi termini, allora si aprono interrogativi inquietanti: non sono solo i valori alti a preoccupare, ma il fatto che la radioattività aumenti man mano che ci si avvicina alla discarica. La domanda da “Cosa è stato interrato negli oltre 20 ettari utilizzati? – chiede Davoli – Scorie di fonderia, ceneri di carbone o rifiuti radioattivi? E se si, di che tipo, da chi e a quale profondità?
I dati peraltro sementirebbero quanto dichiarato dai tecnici della discarica, le relazioni di Iren e pure le misurazioni dei tecnici Arpa di Piacenza che hanno rilevato valori oltre i 130-135 nano-Sievert/ora, come hanno scritto nella loro relazione dell’11 marzo 2014. Ma su queste ultime rilevazioni Davoli ha una spiegazione: “Ricordo che almeno uno dei due strumenti da loro utilizzati non ha certificazione dell’istituto metrologico tedesco, come ammesso dallo stesso produttore. E senza certificazione uno strumento non può essere utilizzato per misure con valore legale”.
“A questo punto – conclude Davoli – è chiaro che solo l’indagine aperta dalla Procura della Repubblica, (FORSE …), potrà fare chiarezza su quanto è stato nei decenni sepolto nell’immondezzaio di Poiatica. (Con l’aiuto di esperti in radioprotezione “realmente” indipendenti”.