L’Italia metafisica di George Tatge

Contemporanea 2 è uno spazio da poco rinnovato nell’Oltrarno, ed è nato come studio dello scultore Antonio Lo Pinto, ma anche per accogliere altre proposte espositive. E’ un’architettura abbastanza caratterizzata, nascosta nell’interno di un’enorme ex lavanderia, tra via Metastasio e via Pindemonte, e come tale ben si adatta ad accogliere la mostra di fotografie di George Tatge, il cui principale soggetto è un confronto tra costruzioni del passato e del presente.

Tatge lo ricordiamo per l’esaustiva esposizione che gli ha dedicato Villa Bardini pochi anni fa,  e anche perchè a chi frequenta la Fratelli Alinari, è capitato di incontrarlo sovente quale responsabile tecnico-fotografico. Cura la mostra Silvia Cangioli, che col mondo dell’arte ha parecchio a che fare in varie vesti, e che ha voluto dividere le immagini in bianco e nero secondo tre filoni: la classicità, la geometria e l’aspetto più gracile delle architetture, con qualche folgorante visione su paesaggi desolati e comunque attraenti.
Definire le inquadrature di Tatge metafisiche qui equivale a sottolineare l’assenza della figura umana, una scelta che fa da segno distintivo per diversi valenti fotografi, i quali preferiscono “mettere in scena un racconto di cui gli edifici sono gli attori”, e non gli uomini, come scrive Cangioli. Tatge ha un occhio speciale proprio per andare a scovare gli angoli meno ameni del nostro paesaggio e delle nostre città, eppure l’uso accurato e molto professionale del bianco e nero rendono struggenti e paradossali perfino i detriti, gli oggetti dimenticati e i resti d’un fasto o d’una funzione ormai annullati dal tempo.

Contemporanea 2 – Via Ugo Foscolo, 6 – Firenze
Da martedì a sabato dalle 17 alle 19, o su appuntamento tel. 334.7970531
 


 Foto ripresa da Paola Bortolotti 

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