Accedo per un momento alla parola d’ordine di Salvini. Sì, in Europa è in atto una vera e propria invasione che proviene dall’Africa e dal Medio Oriente. Le cifre sono esaurienti. La prima rotta è quella orientale. Dall’inizio dell’anno sono transitati (prevalentemente dall’Afghanistan, ma anche dalla Siria) 232mila immigrati, attraverso la Grecia e l’Ungheria. La seconda è quella che attraversa il Mediterraneo e che approda nel nostro Paese. Sono oltre 91mila (eritrei, nigeriani, altri), che s’imbarcano in Libia, mentre un piccolo flusso (siriani, marocchini) si registra anche verso la Spagna attraverso il canale di Gibilterra, circa 6.600. Complessivamente da gennaio ad oggi il totale degli arrivi in Europa raggiunge il numero di 332.582. Circa 2.500 sono stati i morti e i dispersi.
Non sarebbero numeri impossibile da gestire. Anche se rappresentano circa il triplo dei migranti dei primi sette mesi del 2014. Il dramma è rappresentato dalle previsioni. In Siria ben cinque milioni di sfollati interni attendono la prima occasione per partire. Chi li accoglierà e come? Secondo Tana de Zulueta, presidente del Comitato italiano per l’Agenzia Onu dei rifugiati palestinesi, ben la metà degli undici milioni di sfollati siriani ha già lasciato il suo paese, gli altri sono pronti a seguirli. Mentre nel Libano sono già rifugiati più immigrati siriani di quanto non sia la popolazione originaria di questo paese anche da lì si attendono migrazioni massicce.
Le strade scelte dai paesi europei sono due: o quella dell’accoglienza, come proprio la cancelliera Merkel ha intrapreso, in barba ai trattati di Dublino, in occasione della recente migrazione di profughi siriani, o i muri e i fili spinati, come alcuni paesi dell’Europa orientale hanno invece dispiegato, in sfregio a qualsiasi elementare regola di solidarietà umana. Il tema è centrale. I profughi vanno accolti, i clandestini no. Ma come fare a dividere gli uni dagli altri? Come pensare di catalogare i cinque milioni di siriani che fuggono dalla guerra se non profughi ed essere obbligati all’accoglienza? Come catalogare coloro che fuggono dalla Libia o dall’Iraq, nelle zone in cui l’Isis ammazza e decapita?
Ritorniamo al punto di partenza, caro Salvini. È vero che l’immigrazione che dalla Libia raggiunge l’Italia non è prevalentemente composta da profughi, ma se un milione di siriani raggiungesse o da lì o dall’Oriente il nostro paese li ricacceresti indietro? E siccome anche tra i poveri migranti che tentano di raggiungere le nostre coste ci sono profughi, tu davvero vorresti impedire loro di partire? Questo è il punto fondamentale. Che Salvini vada in Nigeria per verificare il modo di aiutare quelle popolazioni non può che far piacere. Ma è proprio indispensabile spendere soldi per uno volo? E l’Europa e l’Occidente cosa stanno facendo per riportare la pace in quelle nazioni? Davvero pensiamo che la guerra all’Isis o a Boco Haram si combatta con qualche drone lanciato a vanvera?
Il fenomeno dell’invasione oggi si frena, non solo con programmi seri di aiuti umanitari per chi soffre fame e miseria, ma vincendo la guerra col terrorismo islamico. Questo è evidente. Ma l’Occidente é pronta a combatterla questa guerra? O dovremo davvero aspettare che cinque milioni di siriani siano protagonisti della più grande migrazione della storia di questo sessantennio?