L’inno ucraino risveglia i torpori: in piazza anche a Reggio per il cessate il fuoco putiniano

Mentre l’autarca nazisovietico Putin conduce una guerra totale all’Ucraina e minaccia mezzo mondo, piazza Prampolini a Reggio, pur tra qualche timido distinguo di nicchie di 70enni, viene scossa dal canto nazionale del popolo aggredito

Piazza Prampolini piena di gente e di colore, per manifestare contro la guerra e l’invasione russa in Ucraina. L’appello lanciato dall’intera provincia, rappresentata da tutti i sindaci e dal suo presidente, è stato accolto con lo sventolio di bandiere della pace, stendardi dell’Ucraina, della Georgia, dell’Italia e di diversi partiti e associazioni che hanno aderito alla protesta.

L’inno nazionale ucraino cantato a gran voce ha riempito il piazzale, assieme a cori di dissenso per questa tragedia, che ha visto il suo inizio segnato solo pochi giorni fa. Al microfono il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e poi il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, hanno espresso la loro solidarietà al popolo ucraino così come a quello russo, che stanno tornando a vivere il terrore della guerra.

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