Liga balla sul mondo, Matlock balla da solo…

Nel giorno del compleanno del fenomeno rock nativo di Correggio, passa da Reggio (con concerto “quasi privato” al Catomes Tot) una vera leggenda del punk, l’ex bassista dei Sex Pistols. E si snocciola la storia della musica antisistema tra pochi intimi in nostalgico delirio
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Sid Vicious super giovane e super punk

Strana terra l’Emilia. In teoria, terra del rock e dei rockers. Se Vasco Rossi e Luciano Ligabue, che nella hall of fame della storia del rock mondiale – non se ne abbiano a male i tanti fans – contano come il quattro di coppe quando briscola è bastoni, organizzano un concerto a ridosso del fiume Secchia, i loro biglietti vanno via a decine di migliaia nel giro di poche ore, con scene da girone dantesco (veglie notturne, code chilometriche, svenimenti, ecc.) per accaparrarsi i preziosi e costosi tagliandi.
Ma se viene a Reggio Emilia una leggenda (non troviamo altre parole per definirlo) come Glen Matlock, bassista dei Sex Pistols, la band inglese che ha di fatto “inventato” il punk e sconvolto il mondo del rock, i 200 posti del piccolo “Catomes Tot” vanno sì via, ma a fatica.

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Un Matlock più stile Julio Iglesias (nell’aspetto) sul palco del Catomes Tot

Ieri sera l’ex bassista dei Sex Pistols, incredibile a dirsi, è passato da Reggio Emilia, tappa del suo “Sexy Beast Italian Tour”. Pochi sanno che Matlock era già venuto dalle nostre parti con i “Dead Men Walking”, precisamente nel 2004 al Corallo. I “Dead Men Walking” erano una superband, che comprendeva anche ex-elementi di altri famosi gruppi degli anni ’80 e ’90 del calibro di Big Country, Alarm (a cui si ispirarono gli U2 e, dalle nostre parti, più modestamente, lo stesso Ligague) e Stray Cats.

Al Catomes Tot il 60enne Matlock si è presentato in versione acustica, per un’esibizione quasi rockabilly. Il concerto, che ha avuto come gruppo di spalla gli Endrigo, è filato via rapido, in un’ora circa. Una serata tutt’altro che banale, in cui Matlock ha alternato alcuni dei brani più recenti della sua carriera a versioni di pezzi di grandi autori del rock e del punk che hanno influenzato la sua formazione musicale, e indirettamente quella dei Sex Pistols. E così si sono succeduti brani di David Bowie (“John I’m only dancing”), Richard Hell (“Blank Generation”, che Matlock ha definito “uno dei pezzi più importanti nella storia del punk”) ad altri di Bruce Springsteen, Mick Jones dei Clash, Small Faces (“All or nothing”, ritornello cantato anche in Italiano da Matlock, “Tutto o niente”), ecc.

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Matlock a suon di tortelli e cappelletti… Oggi Lanfranco De Franco (capogruppo Mdp) sembra più punk di lui… almeno a tavola

Naturalmente il pubblico è andato in brodo di giuggiole quando sono arrivate le cover dei Sex Pistols. Matlock ne ha eseguite tre: la celeberrima “God save the queen”, un vero inno alla ribellione antiestablishment, eseguita per la prima volta su una barca sul Tamigi in occasione del Giubileo della Regina, “Stepping Stone”, dei Monkees, che compare nell’album “postumo” dei Sex Pistols “The Great Rock’n’Roll Swindle” del 1978, e la non meno famosa “Pretty Vacant”, scritta proprio da Matlock, che come “God save the queen” è contenuta nel primo e unico vero album dei Sex Pistols, quel “Never Mind the Bollocks” del 1977 (“Non rompeteci i c…”) che nei negozi inglesi fu venduto dentro sacchetti di carta per coprire il titolo osceno.

Proprio 40 anni fa, nel marzo del 1977, Glen Matlock fu sostituito al basso da Sid Vicious, anima nera del punk che due anni dopo, alla non veneranda età di 22 anni scarsi, uccise la fidanzata Nancy Spungen in una squallida stanza del Chelsea Hotel a New York e due mesi dopo morì a sua volta per un’overdose di eroina. Matlock fu sostituito con l’accusa, infamante per i punk dell’epoca, di “voler suonare come i Beatles”. E in effetti, dopo aver ascoltato il concerto di ieri sera, qualche ragione i Sex Pistols probabilmente l’avevano…Dimenticate le schifezze varie che caratterizzavano le performance dei Pistols (rutti, sputi sugli spettatori, scazzottate col pubblico delle prime fila, bottiglie di birra che volavano tra il palco e l’audience e viceversa, spesso provocando feriti), Matlock si è comportato da perfetto gentleman: a un certo punto ha tirato fuori un pettine dalla tasca e se lo è passato tra i fluenti capelli grigi!

Curiosità: prima del concerto, Glen Matlock è stato avvistato alla trattoria “Morina” di Corso Garibaldi davanti a un piatto fumante di cappelletti con il consigliere comunale Lanfranco De Franco (uno degli animatori del Catomes Tot), che non ha perso l’occasione per immortalare l’evento sui social. Insomma: Sid Vicious sotto terra da 38 anni e Glen Matlock a mangiare tortelli in una trattoria emiliana, per altro in perfetta coerenza col testo di “Pretty Vacant” (“You’ll always find us out to lunch”, “Ci troverete sempre fuori a cena”). Difficile immaginare epilogo più diverso per le due anime del punk. (S.C.)

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