Lettera alle famiglie dell’Arcivescovo di Firenze

Anche quest’anno l’Arcivescovo di Firenze, il Cardinale Giuseppe Betori , torna nelle case di tutte le famiglie della diocesi con una lettera  che i sacerdoti e i loro collaboratori distribuiscono nella tradizionale benedizione-visita della case in occasione della prossima Pasqua. L’intenzione, scrive il cardinale,  è: “aiutare una  riflessione comune su un tema che mi sta particolarmente a cuore. Quest'anno – scrive l'Arcivescovo – è d'obbligo che il tema sia quello della fede.  Stiamo infatti vivendo l’Anno della fede che il Papa Benedetto XVI ha voluto nella Chiesa universale. Vi invito quindi anzitutto a leggere la lettera apostolica Porta fidei che il Papa ha scritto l’11 ottobre 2011 per indire questo Anno, come anche la lettera che verrà pubblicata tra breve insieme da tutti i vescovi della Toscana”. La lettera inizia con alcune  riflessioni del Cardinale che in questo mese celebra il suo primo anno da Principe della Chiesa: “Mi sembra anzitutto importante che il Papa richiami alla centralità del problema della fede – dice Betori – Non è infatti scontato che si parli di fede nel nostro tempo, anzi, per lo meno in alcuni ambienti e in certe circostanze, si percepisce che parlarne è ritenuto ininfluente, marginale, anche sgradito, addirittura capace solo di causare problemi e divisioni. Per molti Dio sta diventando un ospite molesto della vita e della società…Da una parte si diffonde l’idea che l’uomo possa e debba bastare a se stesso…i  progressi delle scienze e delle tecnologie ci esaltano e ci inebriano… fino a far credere che i problemi della nostra vita possano essere ricondotti tutti alle dimensioni dei bisogni materiali. Al tempo stesso però proprio queste conquiste fanno percepire che quand’anche riuscissimo a risolvere tutti i problemi materiali l’essenziale della nostra vita non sarebbe neanche sfiorato, il suo significato non avrebbe ancora trovato risposta. Di qui scaturiscono il senso di insoddisfazione che si diffonde in una società pur ricca di beni, l’attesa di un futuro diverso che ecceda le nostre programmazioni”.

“L’Anno della fede – prosegue il Porporato –  vuole essere un richiamo a non lasciarci attrarre dai falsi infiniti, dalle risposte inadeguate che possono attrarci per un momento ma ci lascerebbero solo maggiormente insoddisfatti e dirigere invece il nostro sguardo su Dio, Colui che solo può rispondere alla grandezza dell’attesa del cuore…A quanti chiedono dove possa posarsi lo sguardo per scorgere il volto di Dio non dobbiamo aver paura di indicare quello di un uomo, Gesù di Nazareth, in cui Dio si è mostrato ed è diventato uno di noi, compagno del nostro cammino sulla terra". 

“Le nostre famiglie – conclude Betori –  siano luogo in cui la fede viene trasmessa di generazione in generazione, in cui ciascuno si sente debitore della testimonianza della fede verso gli altri, genitori verso i figli ma anche figli verso i genitori, fratelli e sorelle tra loro, impegnati a vivere questa fede nella comunità parrocchiale e a mostrarne i frutti nella società”.
 

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Anche quest’anno l’Arcivescovo di Firenze, il Cardinale Giuseppe

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