Firenze – Otto: sono otto, i dissidenti del Pd sulla nuova legge elettorale in consiglio regionale, 8 voti che potrebbero infastidire seriamente il Toscanellum, come è stata ribattezzata la nuova legge elettorale che potrebbe uscire dal consiglio. Per questo è subito riunine di gruppo per il Pd, fissata domani mattina a Palazzo Panciatichi, alle 11 per precisione, proprio sul filo dell’inizio della seduta del Consiglio regionale. Riunione che tuttavia potrebbe anche arrivare a non riuscire a scioglierli, quei nodi.
Lo conferma all’agenzia Dire proprio Daniela Lastri, vale a dire la coordinatrice del gruppo di lavoro che aveva per oggetto la riforma, consigliera democratica, colei che parrebbe tirare le fila dello scontento mai sopito all’interno del Pd per l’accordo con Forza Italia.
“Anzitutto dobbiamo lavorare sugli emendamenti, specificamente sul listino bloccato e alcune cose derivanti da questo”. Esempi? “La soppressione della possibilità di candidarsi sia nel listino che nella circoscrizione mentre si potrebbe introdurre l’opzione secondo la quale si passa soltanto dove si prendono più voti a livello personale”. Torna la questione degli sbarramenti, ma è sul listino che si gioca la vera partita. Perché, seocndo quanto dice Lastri, si corre il pericolo, “per favorire Forza Italia” che la legge venga subito impugnata davanti alla Corte Costituzionale. E avverte: “Il consiglio è spaccato quasi a metà”.