Possono gioire, le nuove generazioni: finalmente, dopo decenni in cui facevamo loro pesare le nostre spartanissime resistenze a oltranza in anni semimitici supposti di piombo, anche a loro finalmente è dato di vivere tempi interessanti, sia nel senso propriamente sociologico, sia nel senso di quel bellissimo eufemismo che è l’omonima antica maledizione cinese, appunto, “Possa tu vivere tempi interessanti”. Non che noi avessimo qualche merito, nel sopportare gli anni ’70, ’80, ‘90: c’eravamo, e basta, senza alcuna scelta in proposito, e adesso siamo qui. Ma la storia insegna che quando la sfanghi tanto vale che fai l’eroe e ti vanti un po’, hai visto mai si rimedia qualcosa. Per cui; bando alle mai sopite striscianti invidie, sono arrivati anni in cui il piombo ci sembra in fondo una materia decisamente nobile, in rapporto a quella che stiamo attualmente maneggiando. Volevamo libertà e partecipazione? Volevamo ciascuno la possibilità di esprimersi liberamente? Ebbene; sono arrivate. Poi adesso non stiamo a lamentarci, come quando apri l’incarto di quello che ti ha portato sotto l’Albero Babbo Natale e ci trovi dentro, riciclato, il regalo che avevi fatto senza fantasia due anni fa a tua cognata.
Perché è questo che stiamo vivendo: il riciclaggio del senso civico. Una volta frettolosamente cestinato e sbattuto nell’indifferenziata, a tutto vantaggio semmai di didattica più conveniente tipo l’ora di religione, questo è stato salvato dall’umido e dall’inceneritore e messo via per essere tirato fuori oggi, del tutto decontestualizzato e usato a capocchia, ma con una bella lucidata di lingua sembra quasi nuovo. Come altro giudicare se non un’operazione che sfonda di slancio le frontiere di ogni più azzardata paraculaggine questa operazione di gran clamore sulla rivalutazione pensionistica, non sapremmo. Monti e Fornero, alle corde di fronte ad un assalto (concertatissimo) al nostro welfare a rischio implosione hanno bloccato le pensioni, certo. Oggi, la Consulta ha detto che, no, non si può fare. E fin qui; sorvoliamo anche sui tanti balzelli imposti a tutti, non solo ai pensionati, coloro il cui reddito deriva direttamente dallo Stato, limitandoci a buttare là che tutti i Governi dal 2006 in avanti stanno facendo cassa sulla pelle dei dipendenti pubblici (mentre la Consulta, qui misteriosamente, sembra dormire sonni profondissimi). La cosa più straordinaria è l’operazione deamicisiana che è stata messa su dal collettivo della cosiddetta informazione italiana, a suon di sondaggetti luridissimi e di interviste, notizie, storie tratte pari pari da “Colon”, il seguito del tanto fortunato libro “Cuore”. L’Italia si dimostra – certo, sui social – spaccata in due tra pensionati che vogliono fare il bel gesto di lasciare lì i soldi cui hanno diritto – lo fanno per senso di solidarietà verso le generazioni future! – e quelli che, mimando il gesto dell’ombrello, fanno capire come quei soldi servano loro per pagare il riscaldamento, il cui aumento non è stato bloccato al pari degli emolumenti pubblici.
E’ assolutamente fantastico che ci si trovi a discutere di una cosa simile, come se uno stato cosiddetto civile possa anche solo prendere in considerazione la strategia di non pagare quanto di diritto ai propri assistiti – soldi loro, peraltro – utilizzandoli per risolvere problemi tra l’altro pressoché irresolubili in quanto strutturali. Cosa ci farebbe infatti il Governo attuale con quei bei soldoni risparmiati per venire incontro alle generazioni future, non è dato saperlo. Intanto, il dato certo è che si assisterebbe a un bel precedente di ratto, grossomodo della dimensione morale della regalìa delle fedi nuziali di buona memoria: rispondere con un piagnisteo e un “mettiti la mano sulla coscienza” alla promessa di pagamento di un diritto, ossia riversare sulla scelta del singolo (che sarebbe magari pure tacciato di egoismo) le responsabilità di cinquant’anni di atroci sperperi è ipotesi troppo vergognosa perché la si possa anche solo evitare di negare pubblicamente e con chiarezza, all’istante. D’altronde, capiamo come sia molto difficile tirare fuori idee davvero risolutive ed intelligenti quando si è impegnati con una mano a raschiare il fondo del barile, e con l’altra a sventolare gagliardetti di chiara utilità elettorale. E a noi toccherà pure smettere di vantarci di essere sopravvissuti agli anni di piombo perché, dopotutto, non erano poi così malaccio. Perlomeno, a quei tempi rubavano e via, senza persino chiedere a te di indorarti da solo la pillola, pardon, la supposta.