
Lo psicodramma si consuma tra il web e palazzo Madama: lacrime, veleni, accuse. E’ il giorno della resa dei conti per il Movimento 5 Stelle dopo la conferma da parte della rete dell’espulsione dei quattro senatori dissidenti. Ed è il giorno più difficile per la senatrice reggiana Maria Mussini, che ha deciso di dare le dimissioni.
“E’ una scelta travagliata – spiega – compiuta in piena autonomia e coerenza, nel rispetto dei principi e dei valori del Movimento5Stelle, degli elettori e dell’Istituzione di cui faccio parte. Tali principi sono basati sul riconoscimento a ciascuno dello stesso valore e sul rispetto delle regole e delle persone. Ciò permette di realizzare il nostro “uno vale uno” e di valorizzare il contributo di ciascuno, in modo inclusivo. Sono stata mandata qui per cambiare un sistema, non per espellere compagni di viaggio, soprattutto quando non mi sono chiari i capi di accusa. Le mie dimissioni non sono un segnale contro qualcuno – conclude Mussini – e, fino a che non saranno accettate dal Senato, continuerò a lavorare per contribuire alla realizzazione del programma del Movimento5Stelle, di cui continuo a condividere spirito e obiettivi, senza fare mancare al mio gruppo il contributo che ho dato fino ad oggi. Con questo atto, lascio il posto a chi come me è stato scelto per rappresentare questo bellissimo progetto, che forse meglio di me potrà farlo crescere e maturare.
Chi la conosce bene afferma che proprio lei che per tanti anni ha insegnato in classe la democrazia della polis greca ha maturato un crescente disagio nei confronti dei metodi della coppia Grillo-Casaleggio. Un disagio tutto interiore che fino ad oggi non aveva preso la forma di dichiarazioni di dissenso in aula o sui giornali. Ma che è arrivato al punto di rottura dopo l’ultima epurazione. In queste ore sono giunti numerosi messaggi di solidarietà alla Mussini, anche a Reggio, ed è nata pure una pagina Facebook dal titolo: “Vogliamo Maria Mussini nostra rappresentante in Senato”. Anche in città però il movimento è diviso: il capogruppo comunale Matteo Olivieri dice che con le sue dimissioni la Mussini si pone automaticamente fuori dai 5 stelle. E il divieto di critica? “Il Movimento è liberissimo ed è lo stesso di un anno fa” risponde Olivieri.

Ma lo strappo è destinato anche ad aumentare la distanza con Maria Edera Spadoni. Già, perché le due Marie hanno iniziato insieme la loro avventura politica e insieme sono state elette, una alla Camera e l’altra al Senato. Oggi qualcosa si è rotto, forse in modo irrimediabile: sulla pagina Facebook della Spadoni non c’è un solo riferimento alla vicenda dei dissidenti e nemmeno un messaggio di solidarietà alla collega Mussini in procinto di dare l’addio al suo seggio di palazzo Madama.