Firenze – Il criterio premiale stabilito dalle Regioni per le aziende che applicano un salario minimo di 9 euro lordi ai propri lavoratori, qualora impiegati in appalti ad alta intensità di manodopera, è illegittimo. Lo decide la Corte Costituzionale, che ha deposto ieri, giovedì 30 aprile, la sentenza 60/2026, in cui si dichiara illegittimo l’articolo 1 della legge 30/2025 della Regione Toscana. I motivi riguardano le competenze di Stato e Regioni: secondo i giudici costituzionali, la gestione e disciplina dei criteri di aggiudicazione negli appalti pubblici è di competenza esclusiva dello Stato in quanto rientra nella materia di tutela della concorrenza. Ciò significa, per la Suprema Corte, che l’unico che può bilanciare la libera concorrenza con gli obiettivi di politica sociale è il legislatore statale. Anche per quanto riguarda la tutela retributiva dei lavoratori. La Corte dunque stabilisce che le Regioni non hanno la competenza per introdurre altri criteri di premialità rispetto a quelli già previsti dal Codice dei Contratti pubblici, dal momento che il sistema già vigente per la tutela dei lavoratori, rafforzato nel 2024, è già sufficientemente articolato. Il principio messo in atto dal legislatore nazionale e rafforzato dalla sentenza della Corte Costituzionale, è il rinvio alla contrattazione collettiva delle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Un principio che ha, secondo i giudici costituzionali, non solo la virtù di determinare trattamenti retributivi proporzionati e sufficienti, ma di farlo in maniera uniforme su tutto il territorio italiano.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, a fronte della sentenza, si richiama al messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Segio Mattarella, ieri in visita alla Piaggio, a Pontedera: “La Consulta ci avrà dato torto nel momento in cui noi parliamo il salario minimo di 9 euro per quello che riguarda le aziende che fanno appalti, forniture con la Regione Toscana come livello premiale, ma sappiamo che siamo sulla strada che il Presidente della Repubblica ci ha indicato; a Pontedera il presidente della Repubblica nel suo intervento sulla giornata del lavoro che ha voluto anticipare di un giorno proprio alla Piaggio, proprio in Toscana, ha detto che l’impegno fondamentale deve essere quello per il lavoro che concorre al progresso materiale e spirituale della nostra società ai sensi dell’articolo 4 della Costituzione e al contrasto verso il lavoro povero e il lavoro precario”.