
Ottantotto collegate, 165 mostre nell’Off e 120 portfolio online: bastino queste cifre a dar conto di quanto Fotografia Europea sia ben lontana dall’esaurirsi nelle esposizioni, pure assai numerose, che danno corpo al circuito principale. Da giorni oramai la grande macchina organizzativa del festival più atteso della città ha acceso i motori, in attesa di ingranare la marcia e partire per la lunga corsa che terminerà il 16 giugno: il taglio del nastro è fissato per venerdì 3 maggio alle 17,30 ai Chiostri di San Pietro, a sancire l’inizio del ricco weekend di spettacoli, conferenze e workshop che daranno il via all’ottava edizione, dal sapore sempre più internazionale, di Fotografia Europea, dedicata quest’anno al cambiamento. E quanto sia diffusa la voglia di affrontare questo tema, certamente articolato e complesso, lo prova la straordinaria partecipazione dei cittadini, alcuni professionisti del settore, molti altri semplici appassionati di fotografia, alle iniziative che fanno da ricca cornice al volto più istituzionale del festival: vale a dire le mostre collegate e quelle inserite nel circuito dell’Off.

Le prime saranno allestite in varie gallerie d’arte e atelier, ma non solo: a far da sfondo agli scatti, alcuni peraltro a firma di autori noti – si pensi a Esko Männikkö, Maurizio Galimberti, Roland Halbe, Laure Prouvost e Aldo Palazzolo – saranno anche palazzi storici, chiese, musei. La Reggia di Rivalta, per citare un’altra prestigiosa location, ne ospiterà tre; una novità importante è quella rappresentata dalle case elemosiniere di via San Filippo; altre mostre ancora arricchiranno l’offerta dei Comuni della provincia, da Montecchio a Praticello di Gattatico, da Calerno a numerosi paesi della Bassa. Per tutti i partecipanti, nomi affermati e semplici appassionati, la soddisfazione di poter mostrare il frutto del proprio estro e di contribuire a rendere vive la città e la provincia; per tutti i visitatori la possibilità di ammirare il risultato di uno sforzo e di una riflessione collettivi sul mutare delle cose, di cui spesso manca la dovuta consapevolezza. Ancora un dato, a dar conto della grande voglia di partecipare espressa dai cittadini: in moltissimi hanno risposto al duplice appello della libreria All’Arco di via Emilia Santo Stefano e dell’associazione ReFoto a raccontare attraverso uno scatto il libro sul comodino o quello più accattivante individuato sugli scaffali del negozio. I lavori confluiranno in una mostra, con tanto di buoni spesa per quelli più interessanti. Sempre sullo stesso tema, pensata anch’essa da ReFoto, il Palazzo della Frumentaria di via San Pietro Martire ospiterà una collettiva curata da Fabrizio Orsi, Piergiorgio Paterlini e Daniele De Luigi in cui sedici fotografi interpretano la narrativa italiana dal 1900 a oggi.

Una comunità, quella protagonista in prima persona di Fotografia Europea, che continua a riflettere sul cambiamento anche nei lavori inseriti nell’Off, l’altra faccia non istituzionale del festival, che trasforma luoghi della città generalmente adibiti ad altri usi – negozi, alberghi, bar, ristoranti, circoli, ospedali, scuole, case, eccetera, in un elenco che risulterebbe infinito – in gallerie d’arte atte a ospitare piccoli e grandi capolavori. Accanto a questi spazi fisici, una finestra virtuale: il portfolio online sul sito www.fotografiaeuropea.it, che dà spazio a tantissimi altri fotografi e appassionati.
Il tema Cambiare: fotografia e responsabilità viene declinato da numerosissimi punti di vista, ognuno specchio di una sensibilità personale: c’è chi ha deciso di concentrarsi sulle mutazioni del corpo, chi su quelle dell’anima, c’è chi ha guardato lontano dalle terre familiari e chi al contrario ha raccontato il territorio reggiano recentemente martoriato dal sisma, e ancora c’è chi ha cercato di raccontare mondi diversi come quelli dello sport o del volontariato. Il tutto con la massima libertà di espressione, avvalendosi di un semplice smartphone o di una più complessa macchina fotografica analogica.

E ancora: tra tutti coloro che hanno messo alla prova la propria creatività, una giuria tecnica formata dagli esperti Elio Grazioli, Gigliola Foschi e Daniele De Luigi ha selezionato quindici progetti, cui domenica 5 maggio ai Chiostri di San Pietro alle 21,30 si spalancheranno le porte dell’X-Off, il contest fotografico che decreta il miglior progetto del circuito Off e dei portfolio online. Le foto dei finalisti verranno proiettate su uno schermo durante la serata e le tre migliori accederanno alla finalissima dopo il giudizio di una seconda giuria tecnica: a questo punto sarà il pubblico a dire la sua, depositando il voto nell’urna, così come accade nel programma televisivo cui X-Off è apertamente ispirato. L’anno scorso a vincere fu Lorenzo Fontanesi, che quest’anno espone nella sezione delle collegate con la mostra Dismiss allo Spazio Icarus Ensamble di viale IV novembre 9: l’X-Off è a tutti gli effetti un palcoscenico importante, che può diventare trampolino di lancio per chi decide di continuare a investire sulla propria passione.
Irene Spediacci