Firenze – La Fiorentina che è stata, quella che sarà, quella che sta diventando. Neppure 12 ore dopo la chiusura della sessione estiva del calcio mercato sono il direttore generale Pantaleo Corvino e il direttore tecnico Carlos Freitas, in una conferenza stampa convocata nella sala intitolata a Manuela Righini dello stadio Artemio Franchi – a rivelare retroscena, annunciare programmi, snocciolare cifre della campagna acquisti e cessioni viola: 30 operazioni in uscita, una ventina in entrata, entrate sui 90 milioni di euro di cui 16 milioni spesi in investimenti “su emeriti sconosciuti” e 50 milioni per il presente, mentre ci sono società che investono queste cifre per un solo investimento”.
Il 75 per cento dei ricavi reinvestito nel mercato, il restante 25 per cento riservato al comparto aziendale. Cercando di cogliere obiettivi importanti: una rosa di giocatori da mettere a disposizione di un allenatore che sa ricostruire, il più possibilmente italianizzata, con l’età media abbassata, una rosa il più possibilmente nei parametri del monte ingaggi. Per farlo è stato necessario aprire un nuovo ciclo. Prima ipotizzando di puntare sulla vecchia guardia, poi imboccando la strada di un importante cambiamento anche basandosi su chi aveva deciso di restare. Ecco allora i rinforzi scegliendo “Il mercato portoghese e francese, il mercato dell’ovest. A est –sottolinea Corvinno – abbiamo preso solo Milenkovic e altri giovani. Volevamo ripartire dal nostro capitano con una proposta da 2,7 milioni lordi più bonus, che non è stata presa però in considerazione mentre altri procuratori dei nostri giocatori ci presentavano offerte di altri”. Ecco allora la scelta di voltare pagina con Hugo, Pezzella, Milenkovic, Benassi, Veretout, Eysseric, Gil Dias e Simeone. “In certi ruoli – ammette il dg – si poteva migliorare, ma in altri ruoli era difficile. Questa può essere una base di partenza per il futuro”.
“Una società di calcio va gestita come un’azienda tenendo conto dei vari comparti. Con un 25 per cento di quello sportivo a sostegno del comparto aziendale. Inoltre nove giocatori giovani e giovanissimi che sono investimenti fatti pensando al futuro, sono circa 16 milioni di euro per il medio-lungo periodo. Magari in mezzo a loro ci sarà pure uno come Zohore, che ho pagato poche centinaia di miglia di euro e ora vale 25 milioni di sterline. Anche queste spese che non si vedono immediatamente vanno inserite nel bilancio. Così come i riscatti di Sanchez, Cristoforo e Maxi Oliveira”.
Insomma i conti tornano “Se mi hanno rinnovato il contratto vuol dire che essere rimasti fuori dall’Europa non è successo solo per colpa mia” – dice Corvino – e i conti tornano anche per i Della Valle la cui vicinanza, Diego compreso, i questi ultimi tempi è stata costante. ” Questo dimostra quanto tengono a cuore le sorti della Fiorentina. Strada facendo capiremo a che traguardo puntare. Importante è ripartire tutti insieme”. “Anche aspettando Gaspar e Saponara “ come ha raccomandato Freitas.