La protesta dei tassisti reggiani: “Ci riducono alla fame”

Anche a Reggio mezzi fermi contro il decreto del governo che liberalizza le licenze. Gli autisti: “Per noi danni gravissimi e le tariffe non caleranno”

“Così il governo ci riduce alla fame”. Anche a Reggio va in scena la protesta dei tassisti. Davanti alla stazione non ci sono i “serpentoni” come  a Roma, Milano, Napoli e Torino e nemmeno il clima di tensione che ha caratterizzato la protesta nei grandi centri urbani. Pochi autisti (in città sono in tutto 36), motori spenti, auto ferme davanti alla stazione con i cartelli “sciopero” sul parabrezza per dire no al provvedimento del governo che liberalizza le licenze. Un provvedimento – sostengono – che in una città piccola come Reggio potrebbe avere conseguenze pesantissime. Qualche disagio per i passeggeri, soprattutto in mattinata, con la caccia al “crumiro”. Ma la stragrande maggioranza degli autisti ha aderito alla protesta. “Non è giusto – afferma Giorgio Seligardi – che si decida a Roma il numero di licenze a Reggio. Ancora non sappiamo che decisioni saranno prese, ma qui ci sono dei ragazzi giovani che lavorano e che rischiano di fare la fame. Non è questo il modo di risolvere i problemi e non è nemmeno la strada per abbassare le tariffe. Bisognerebbe invece allungare i turni di servizio e fare quello che a Reggio avviene già da 7-8 anni: utilizzare più autisti sullo stesso veicolo in modo da abbattere i costi fissi”.

Inoltre sono in corso trattative per aumentare il servizio in vista dell’entrata in funzione della stazione Mediopadana. Trattative che dovrebbero portare alla concessione di nuove licenze. “Ma – ribadiscono i tassisti – vogliamo discutere con il Comune di Reggio, non vogliamo scelte imposte dall’Autority romana”. Al momento, sottolineano, non c’è una carenza del servizio: 36 auto, circa 50 autisti sono più che sufficienti in una città che non ha un movimento di persone paragonabile a quello di una grande metropoli. La preoccupazione, insomma, è quella di arrivare in pochi anni ad un eccesso di mezzi in circolazione, come dice il giovane tassista Stefano Bigi: “La mia famiglia ha fatto tanti sacrifici per darmi un posto di lavoro – spiega – ora ho paura che tutti i sacrifici vadano in fumo”.

A Reggio la situazione è molto diversa rispetto ad altre realtà, in particolare Roma, dove i tassisti sono 80mila e si sono spesso scontrati con l’amministrazione comunale. “Quando ci è stato chiesto il nostro contributo – dicono – non siamo mai mancati. Grazie a noi c’è il Taxi amico (il servizio promosso dal comune che consente ai giovani dai 15 ai 29 anni di usufruire di corse notture al prezzo di 5 euro n.dr) o il Taxi rosa per le donne che vogliono andare in centro. Abbiamo sempre cercato di lavorare in uno spirito di collaborazione con la città, non meritiamo di essere trattati in questo modo”.

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