La pioggia non ferma Fotografia Europea

Buona la risposta del pubblico alle giornate inaugurali nonostante il maltempo. La kermesse prosegue in tutte le sedi

La città di Reggio Emilia ha oramai assunto un ruolo centrale – in termini di elaborazione, confronto e ricerca – in campo fotografico nel panorama nazionale. Ce lo confermano i dati di partecipazione e la straordinaria attenzione riservata dai media nazionali e dagli addetti ai lavori alla XII^ edizione di Fotografia Europea “Mappe del tempo. Archivi, memoria, futuro”.

Nonostante il bel tempo di venerdì sera, almeno 70 persone hanno comunque preferito lasciare il centro e salire in collina, ad Albinea, per assistere alla presentazione del libro "Fabula postuma"
Nonostante il bel tempo di venerdì sera, invitante a una vasca in centro, almeno 70 persone hanno preferito salire in collina, ad Albinea, per assistere alla presentazione del libro “Fabula postuma” (ed. thedotcompany). Un evento sui generis, inserito appunto – anche un po’ snobisticamente – nel “Circuito Out” di Fotografia Europea 2017

Non a caso, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha scelto Reggio Emilia e il Festival come cornice dei primi Stati generali della Fotografia. Il Ministro Dario Franceschini si è complimentato per l’alta qualità delle mostre che ha potuto visitare il 5 maggio di prima mattina insieme al Direttore de La Repubblica Mario Calabresi.

Il pubblico, nonostante una pioggia che ha incessantemente “abbracciato” le giornate inaugurali, non ha disatteso le previsioni e ha confermato il diffuso apprezzamento per il Festival che anche quest’anno, nel fine settimana appena passato, ha animato i palazzi espositivi, i musei e ogni luogo della città, dal più affascinante e istituzionale al più insolito e poco conosciuto.

Fotografia Europea ha quest’anno allargato ulteriormente i propri confini, attraverso sinergie e partnership con importanti realtà culturali e artistiche della regione: oltre a Reggio Emilia, mostre ed eventi collegati al festival si svolgono alla Fondazione Mast (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna, allo CsacCentro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma, alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia e, new entry 2017, alla Fondazione Fotografia di Modena, una delle realtà italiane più interessanti nell’ambito della fotografia e dell’immagine contemporanea.

Il consenso che il Festival ha maturato in dodici anni di vita è sottolineato dalle presenze registrate nelle tre giornate inaugurali, iniziate con la serata di venerdì 5 maggio, durante la quale, in due ore di apertura gratuita di tutte le mostre, si sono formate lunghe code davanti alle principali sedi di mostra. I biglietti venduti nelle prime due giornate e la sera del venerdì sono stati 3.822.

Davvero importante, inoltre, la partecipazione agli eventi che, come ogni anni, costituiscono parte integrante della proposte del Festival. Spettacoli, incontri, presentazioni di libri, workshop, letture portfolio e visite guidate, 45 appuntamenti complessivamente, che hanno registrato ben 6.217 presenze.

Tra i più seguiti, gli incontri con i curatori delle grandi mostre. Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini nell’appuntamento “2017 altri paesi” hanno dialogato con gli artisti delle nuove produzioni Tommaso Bonaventura, Aleix Plademunt e Moira Ricci e, nell’incontro “Archivio del futuro” si sono confrontati con gli artisti dell’omonima mostra a Palazzo da Mosto: Daniel Blaufuks, Alessandro Calabrese, Kurt Caviezel, Edmund Clark e Crofton Black, Agnés Geoffray, Teresa Giannico, sul rapporto tra archivio e futuro e sull’idea che le decisioni e le scelte che facciamo oggi determineranno ciò che sarà.

Indimenticabili anche: “From Photographic Garbage to a New Visual Encyclopaedia” con Joan Fontcuberta e Joachim Schmid sull’allestimento curato dal fotografo catalano per la mostra ai Chiostri di San Pietro e la conferenza del celebre filosofo Maurizio Ferraris sul tema della proliferazione dei dati e del controllo occulto che essi esercitano sugli individui, spingendo a definire la necessità di nuove forme di libertà.

Anche la musica ha avuto un ruolo importante e, infatti, il live show in Cavallerizza con Alessio Bertallot e Mark Baldwin Harris “1967-2017. Echoes from the Summer of Love”, dedicato alla magia dei Sixties proiettata nei modi e nei tempi dell’oggi, ha coinvolto moltissime persone in uno spettacolo di grande impatto visivo e sonoro, arricchito da ospiti d’eccezione come Wally, voce di Radio K-Rock, e la canadese Tess Park, nuova icona del rock alternativo e “maledetto”.

Molto seguite e apprezzate le letture portfolio che si sono tenute in Biblioteca Panizzi con le più autorevoli personalità del settore e che si sono concluse, dopo un animato dibattito della giuria, con la proclamazione della vincitrice 2017 Valentina Vannicola.

Hanno destato inoltre molto interesse le novità dell’edizione 2017 del Festival: la “fiera” dell’editoria indipendente PARENTESI [ ] a cura di WishotLAB che ha portato ai Chiostri di San Domenico una serie di presentazioni di libri, progetti e idee e la partecipazione dei moltissimi editori; e ancora il “Vintage Photo Bus”, un pulmino Volkswagen, il mezzo di locomozione preferito da hippie e rivoluzionari negli anni 60-70, trasformato in una vera e propria cabina fotografica che si è aggirata per i tanti luoghi del festival.

In ultimo il Circuito OFF delle mostre che ha affiancato quello istituzionale, è stato ancora una volta in grado di trasformare la città e i suoi angoli meno conosciuti in un grande laboratorio urbano all’aperto in cui arte e fotografia hanno fatto da collante tra le persone e contribuito alla rigenerazione dei luoghi.

Dopo queste giornate inaugurali, la manifestazione continuerà fino al 9 luglio con le proprie mostre aperte dal venerdì alla domenica e tanti altri eventi imperdibili per scoprire il mondo della fotografia e approfondirne vari e interessanti aspetti.

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