La Pasionaria

Statua raffigurante Dolores Ibárruri, con una delle sue citazioni: Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio.
Statua raffigurante Dolores Ibárruri, con una delle sue citazioni: Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio.

Dolores Ibárruri Gómez ( 1895 – 1989) fu una donna politica, attivista e antifascista spagnola, già segretaria generale e poi presidente del PCE (1944-1960), e membro del parlamento spagnolo prima della dittatura franchista (1939) e dopo il ritorno della Spagna alla democrazia (1977-1979).

(riprendo da Wikipedia)

Nasce il 9 dicembre 1895 a Gallarta, nella provincia basca di Vizcaya, una piccola città mineraria. Era l’ottava di undici figli: suo padre Antonio, detto l’Artigliere, lavorava in miniera. Sua madre aveva lavorato in miniera sino al matrimonio. Il nonno materno era morto in miniera, schiacciato da un blocco di minerale. I suoi fratelli erano minatori.

A 15 anni Dolores, non avendo mezzi la famiglia, deve interrompere gli studi, pur volendo dedicarsi all’insegnamento, va a imparare cucito, a fare la cameriera in case benestanti, vende per strada sardine.

A 20 anni diventa moglie di un minatore, Julian Ruiz. Il marito entra e esce di prigione per ragioni politiche, per cui lei e i figli spesso vivono di carità.

Nel 1920, venne eletta nel Comitato Provinciale del Partito Comunista Basco; nel 1930 nel Comitato Centrale del Partito Comunista Spagnolo.

Con l’avvento della Seconda repubblica nel 1931, si spostò a Madrid. In seguito venne promossa all’Ufficio politico del Comitato Centrale del Partito. A causa delle sue attività, venne arrestata e imprigionata diverse volte, a partire dallo stesso anno 1931

Verso la fine del 1934, in piena repressione antioperaia, va nelle Asturie con due repubblicane per prendere più di un centinaio di bambini, figli di operai in sciopero, che muoiono letteralmente di fame e portarli a Madrid in famiglie disposte ad accoglierli.

Nel 1935 a Mosca, dove Dolores arriva passando la frontiera spagnola a piedi, per sfuggire all’arresto, viene eletta membro del comitato esecutivo del Comintern ed è tra quelli che approvano la costituzione del Fronte Popolare, che vincerà le elezioni nel febbraio 1936.

Dal 1935 diventa il più importante dirigente del partito comunista dopo José Diaz.

Dolores Ibárruri nel 1978.
Dolores Ibárruri nel 1978.

Il 16 giugno 1936 denuncia apertamente in parlamento la preparazione di un golpe di destra, non creduta dal primo ministro Quiroga.
La sera stessa del colpo di stato annuncia alla radio un grido che passerà alla storia: “Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio! No pasaran!”. Dopodiché entra con un compagno nella caserma di fanteria n. 1 di Madrid e arringa i soldati incerti, li conquista alla resistenza. Poi si adopera per formare una milizia sicura, facendo nascere il “Quinto Reggimento”.
Grazie alle sue capacità persuasive riesce a far accorrere dai paesi nemici della Spagna libera, o indifferenti alla sua libertà, uomini famosi e ignoti che formeranno le “Brigate internazionali”, pronte a combattere a fianco del Fronte popolare. Durante la guerra civile animò la lotta antifranchista con comizî e interventi radiofonici ,

I suoi discorsi conquistarono molti, specialmente donne, alla causa antifascista . Dopo tre sanguinosi anni, nel 1939, con la caduta di Madrid in mano ai franchisti, le forze fasciste prevalsero. Lascerà la Spagna nel 1939, per ritirarsi esule in Francia e da qui parte per la Russia di Stalin, dove le purghe colpiranno persino i reduci di Spagna.

Il suo unico figlio,Rubén, si unì all’Armata Rossa, e morì nella Battaglia di Stalingrado nel 1942.

Nel maggio 1944 divenne Segretario Generale del PCE, una posizione che mantenne fino al 1960, quando prese il titolo di Presidente del PCE, che mantenne fino alla morte.

E’ una donna bella, alta e robusta, con un’espressione decisa e una grande oratoria, è sempre vestita di nero, con l’ampia e lunga gonna delle donne del suo paese, abbigliamento che è il suo distintivo e che abbandonerà solo una volta, travestendosi da dama alla moda, per sfuggire a un arresto.

Dopo la morte di Francisco Franco, nel 1975, ritornò nella sua terra natia. Venne eletta come deputato della Cortes nel giugno 1977, nelle prime elezioni libere dopo la restaurazione della democrazia.

La Ibàrruri è meglio nota col nome di “La Pasionaria” (il fiore della passione).

Ora mi infastidisce che a volte lo stesso nome venga attribuito all’Onorevole Daniela Santanché.

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