“La Net Comunicazione Politica”, tutti online web 2.0. Il nuovo libro di Pira

Nuovi scenari quelli che si stanno preparando con l'evoluzione dei rapporti tra politica e rete, secondo l'analisi del sociologo Francesco Pira nel suo nuovo libro dedicato ai movimenti della politica all'interno della rete, probabilmente basati su interrelazioni più positive tra sfera politica e pubblica e sfera dei cittadini. Oppure stiamo già vivendo il tempo de “ La net comunicazione politica”, tutti su facebook, twitter e youtube? Anche in Italia? Il libro sarà presentato dall'autore a Roma a palazzo Montecitorio (sala del Mappamondo), in un incontro al quale interverrà anche il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini (data programmata era il 30 gennaio ma, per sopraggiunti impegni di alcuni partecipanti, è stato rinviato a data da definirsi).
“I social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza dagli under 30. A tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo nella costruzione della partecipazione – spiega l'autore -. I nostri leader e dirigenti non sono abituati ad essere uno dei nodi e non più una fonte utile per i giornalisti”. Il 22% degli americani adulti che sono online (3 adulti su 4) è stato coinvolto nella campagna politica del 2010 di midterm dai social network . In Italia la politica subisce il fascino della Rete ma non la utilizza per come dovrebbe essere usata.
“La net Comunicazione Politica” quella che nasce e vive sul Web è l’argomento di un libro scritto dal sociologo Francesco Pira edito da Franco Angeli nella Collana di Scienze della Comunicazione diretta dai professori Marino Livolsi e Mario Morcellini. Già il sottotitolo da una prima risposta sul contenuto: “Partiti, movimenti, cittadini-elettori nell’era dei social network”.
Nel nostro paese i social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza da giovani politici under 30.  Sottolinea l’autore: “Se i social network sembrano essere più graditi ai nostri politici tanto che un parlamentare su tre è presente su Facebook, il modo con il quale si relazionano o per meglio dire non si relazionano resta il punto centrale”.
Secondo Pira: “a tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo che sarebbe il suo naturale, per la costruzione della partecipazione, discussione e rafforzamento, del consenso nel tempo. Per la nostra politica è difficile pensare di entrare nella logica della comunicazione in rete, dove non si è più fonte  (soprattutto per i giornalisti) ma uno dei nodi”.
Mentre negli Stati Uniti i dati della ricerca Pew Internet rileva come l’11% ha scoperto sui social network per chi avevano votato gli amici, il 9% ha ricevuto informazioni sul candidato o sulla campagna elettorale che interessava, il 7% è diventato amico di un candidato ed il 7% si è unito ad un gruppo politico e l’1% ha usato Twitter per seguire i risultati elettorali, in Italia siamo lontani da questi numeri. Oltre il 60% dei Deputati e Senatori (secondo le ricerca esaminate nel libro) hanno attivato uno strumento di comunicazione online. Tra i sindaci il 62%. Ma i dati non devono farci illudere, secondo Pira: “la politica italiana non ha fatto propri i nuovi strumenti e modelli relazionali. Sono ancora tante le ombre”.
Ed anche il Regno Unito ha compreso l’importanza dei social network durante le ultime elezioni nazionali del 2010. Tanto che la Commissione elettorale ha deciso di non affidarsi solo ai soliti depliant e alle cassette della posta lanciando un messaggio su Facebbok ai ventitre milioni di utenti britannici invitandoli a non disertare le urne. E lo stesso  Presidente Usa Barack Obama per lanciare la sua candidatura per le Presidenziali 2012 ha scelto ancora una volta il messaggio senza mediazioni, inviando ai suoi sostenitori  che si erano registrati nella campagna elettorale scorsa un video via sms e  e-mail in pieno stile viral marketing.

Ma nelle conclusioni l’autore spiega quale è lo scenario attuale e quello possibile. Per Pira: “La Rete non attira la politica ma piuttosto l’antipolitica. Il rapporto di leader e partiti con il web, al momento, è quello di un gioco che non determina con certezza consensi. E quindi l’intero eventuale utilizzo va discusso, ri-discusso, capito e ponderato.
Come in quel vecchio film della commedia italiana “Tenente pigliamocela con comodo”, i politici italiani e i loro collaboratori muovono timidi passi, perché l’Italia non è l’America e perché nonostante gli italiani connessi su Facebook siano 20 milioni, di cui molti under 18, quelli che utilizzano la rete sono appena la metà della popolazione. Quindi conta di più la televisione, incidono maggiormente i giornali sull’opinione pubblica, è opportuno fare un lavoro sulle radio. In pochi hanno compreso che i social network sono utili se fanno parte di una comunicazione integrata e quindi sono parte importante della strategia, al pari di altri mezzi. Ma soprattutto è necessario ritrovare l’etica della politica, uscire dalle logiche della politica scandalistica, dal linguaggio populista per approdare ad un modello comunicativo relazionale, nel quale ai messaggi siano consequenziali le azioni. Certamente il tutto organizzato all’interno di una strategia comunicativa ben progettata”.

Il libro
Quanto conta per un leader politico la presenza su Facebook, Twitter e Youtube? Come riesce un candidato a far conoscere idee e i valori che lo contraddistinguono attraverso un gruppo di consenso su un social network? E come si possono promuovere culture partecipative contando su concrete competenze digitali? E quale è ,e deve essere, il ruolo dei cittadini-elettori, chiamati a diventare protagonisti del loro tempo, trasformandosi da immigrati digitali a veri produttori di contenuti per sfidare la tecno-classe politica?
Il volume, attraverso un lavoro di ricerca, tenta di rispondere a  queste domande partendo dal concetto di comunicazione politica, in piena trasformazione ed in rapida evoluzione. Da volantini, manifesti, comizi e cene, ai più veloci ma non meno rischiosi blog, portali, Facebook, Twitter e Youtube. E quindi alla comunicazione politica ed elettorale integrata .
Una sorta di viaggio dalle tradizionali alle nuove tecniche di comunicazione virale per comprendere processi di questo nuovo aspetto della sociologia della comunicazione.
La rete come strumento di interconnessione di mondi che sembrano lontani: la politica ed il cittadino. Dall’esperienza americana di Barack Obama a quella italiana del Popolo Viola e dei Grillini. Deputati, Senatori e rappresentati del Governo sui Social Network.
Facebook e Youtube studiati per capire quanto aiutano alla protesta e alla proposta: tra prepolitica, subpolitica e antipolitica. La rete può servire a leader, candidati e partiti per esprimere pensieri e posizioni, o rischia di diventare un innovativo mezzo di propaganda?
Per la politica italiana una nuova sfida che merita ricerche e approfondimenti. Questo volume rappresenta una prima piccola risposta ai tanti quesiti che si pongono i cittadini-elettori.

L’autore
Francesco Pira, insegna teoria e tecniche delle relazioni pubbliche e comunicazione delle organizzazioni complesse nel Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine dove è ricercatore in  sociologia dei processi culturali e comunicativi, presso il Dipartimento di Scienze Umane .  Giornalista e Consigliere Nazionale dell’Associazione italiana della Comunicazione Pubblica. Per la Franco Angeli ha pubblicato Di fronte al cittadino (2000), La nuova comunicazione politica (2004-2007) con L. Gaudiano, Come comunicare il sociale (2005), e con V. Marrali Infanzia, media e nuove tecnologie (2007), Come dire qualcosa di sinistra- Da Blair a Obama, dalla Terza Via al Presidente Youtube (2009)

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