La creatività di Chiara Mosti, tra alta moda e cucina stellata

PISA – «Il mio sogno? Diventare la Stylist ufficiale di MasterChef Italia».

In seguito alla partecipazione alla terza edizione italiana di MasterChef (in onda tutti i giovedì alle 21.10 su Sky Uno) nel corso della quale è stata selezionata tra i quaranta migliori concorrenti, Chiara Mosti, talentuosa stilista di Pisa (che agli inizi della carriera ha lavorato anche per Etrusco Biliardi, l’azienda di famiglia famosa in tutto il modo per l’alta gamma di prodotti realizzati) ci appare straordinariamente determinata. E lo è in particolare quando si propone di coniugare la professionalità già brillantemente mostrata nel design di moda, con la sua crescente passione per l’alta cucina.

Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinta a partecipare?
«Credo che, aldilà delle specifiche competenze, vi sia più di un punto di contatto tra la cucina stellata e la moda».

Di che tipo?
«Beh… innanzitutto sono ambedue forme d’arte sostanzialmente legate al gusto».

Effettivamente, vista in questa prospettiva, l’iniziativa sembra acquisire un senso.
«Sicuro! In entrambi i casi, ciò che si persegue è l’equilibrio armonico delle percezioni, delle sensazioni che un piatto, così come un capo di abbigliamento, sono in grado di evocare. Volendo giocare con le parole, sono in ogni caso prodotti della fucina di un “fuoco creativo”».

Si tratta certamente di concetti suggestivi, ma in pratica come pensi di poter conciliare questi aspetti con il tuo lavoro?
«A questo proposito seguo una serie di progetti e sto valutando alcune proposte interessanti che hanno fatto seguito alla mia partecipazione al reality. Di fatto, già lavoro come stylist per alcuni dei concorrenti, ma il mio più grande desiderio sarebbe quello di poter vestire i giudici di MasterChef, che ritengo autentiche icone dell’intrattenimento audio-visivo: il paterno Bruno Barbieri, l’impenetrabile Carlo Cracco e l’umorale Joe Bastianich – la cui conoscenza ho avuto fortuna di approfondire – sono oramai dei modelli di riferimento per l’immaginario collettivo».

Dunque, perché non diventare “modelli” tout court per il look proposto da una stilista col pallino della cucina?
«Esattamente! Tra l’altro, ho avuto modo di incontrare alcuni degli operatori direttamente coinvolti nella realizzazione del programma, dei quali ho apprezzato competenza e spirito di collaborazione. In questo senso, credo che alla Magnolia – la società di produzione del reality – potrei garantire un contributo professionale certamente più apprezzabile di ciò che per adesso ho mostrato in ambito strettamente culinario…».

In attesa di ulteriori sviluppi, possiamo seguire i commenti su Facebook e Twitter, nonché sul blog di recente attivazione “www.chiaramosti.com/#!/my-blog/”, che già promette interessanti spunti sul mondo Food & Fashion.

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