Sicuramente lo scrivente (gianpar, ndr) ha ragione nel sostenere che sarebbe bene vedere dimostrazioni contro Putin e a sostegno dei Cristiani del Medio Oriente. Concordo pienamente con la condanna, che dovrebbe arrivare da tutte le parti, contro l’abuso dei minori, contro l’applicazione di leggi religiosi – di qualunque religione (qui lo scrivente scorda quanto la Sharia sia infatti simile alla legge Biblica applicata dagli Ebrei ortodossi…anzi per certi versi è persino più docile) – bisogna condannare l’antisemitismo, cosi come l’islamofobia e gli attacchi ai cristiani. Il punto, tuttavia, è che lo Scrivente, parlando di Hamas e Israele non dice nulla di nuovo, allineandosi alla tragica mediocrità dei media e del pubblico in generale che vedono solo il bianco o il nero.
Credo che questo articolo possa stimolare un dibattatito approfondito per capire meglio cosa sta succedendo, per distinguere non tanto i buoni dai cattivi – che piace tanto a chi organizza cortei – ma per cogliere le complessita di un conflitto, che in parte ci riguarda, che non si puo riassumere con un semplice: Hamas è antisemita e vuole la distruzione d’Israele – oppure – Israele vuole l’estinzione dei Palestinesi. Mi permetto un commento giusto per chiarire la complessità di una situazione che a noi sfugge, ma che in realta abbiamo gli strumenti per capire e agire di conseguenza. Chiamiamo Hamas e i suoi membri terroristi; ci puo’ stare. Ma dobbiamo ricordare che Israele è nato da una serie di attentati terroristici contro gli Inglesi che governavano la Palestina – uno di questi terroristi, catturato e condannato, poi divenne un primo ministro Israeliano, Menachem Begin.
Questo non per giustificare la violenza di Hamas, ma per capirne le origini. Hamas non è nient’altro che un movimento simile all’Irgun (terroristi Israeliani) o alla resistenza Italiana (terroristi per i nazi-fascisti), oppure come i rivoluzionari americani nel 1776…insomma, non lasciamoci prendere da facili e superficiali definizioni. Credo che lo scrivente abbia ragione a sostenere che certe dimostrazioni sono ontologicamente anti-Israeliane; ciò non significa essere anti-Semiti; basti vedere l’alto numero di israeliani che stanno dimostrando in giro per il mondo contro il loro governo. Se essere ontologicamente anti-Israeliano significa combattere contro uno stato che occupa illegalmente un territorio, che attraverso politiche di apartheid divide la popolazione, che esige di essere chiamato Stato Ebraico quando il 20% della popolazione non è ebrea….beh allora sono anche io ontologicamente anti-Israeliano.
Vorrei proporre allo scrivente di organizzare una serata, dove mi metterei in gioco anche io come docente di storia del Medio Oriente – non per criticare Hamas o Israele, ma per capire…cosa che purtroppo non sembra più di moda: prima si ha ragione, poi magari si capisce.