La città dei lettori: Sardelli parla del “Volto di Vivaldi”

Firenze – Antonio Vivaldi, il Prete rosso, il settecentesco creatore delle Quattro stagioni e firma di una moltitudine di musiche barocche che si vanno ancora scoprendo. Chiunque segua la musica conosce il desiderio bruciante di vedere l’espressione del viso di chi compose una volta certe note che hanno attraversato secoli, e come poteva sottrarsi Federico Maria Sardelli, di cui Vivaldi è dal sempre la grande passione?

Martedì 20 settembre alle 18.30 presso l’Accademia Bartolomeo Cristofori (via di Camaldoli 7/R) il musicista, scrittore e autore satirico livornese sarà ospite di un evento a cura de La città dei lettori, progetto culturale di Fondazione CR Firenze e Associazione Wimbledon APS, per raccontare al pubblico “Il volto di Vivaldi” (Sellerio): una coinvolgente opera tra pittura, musica e storia, in dialogo con il critico musicale Alberto Batisti.  L’appuntamento è in collaborazione con Accademia Bartolomeo Cristofori, sostenuta da Fondazione Carlo Marchi (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: www.lacittadeilettori.it).

“Il volto di Vivaldi” è un’indagine serrata, intellettualmente insidiosa. Un’avventura dell’induzione e della deduzione in base a dati setacciati con precisione, incrociando l’analisi tecnico-scientifica e stilistica dei ritratti con dati noti o dubbi della biografia, alla ricerca di un volto vero, quello di Antonio Vivaldi. Si parte da capitoli pieni di buffi abbagli storici e divertenti paradossi che nascono quando si pretende di ricavare informazioni biografiche dai tratti somatici; oltretutto, nel caso del musicista veneziano è ancor più difficile scongiurare le trappole del riconoscimento, dato che Vivaldi, dopo la morte, cadde nell’oblio completo per riuscirne solo agli inizi del Novecento.

Le tracce sono quindi da districare in una serie di dipinti e disegni a lungo anonimi, e in quelli identificati solo due secoli più tardi. Sardelli fa il punto della situazione: quanti e quali sono i ritratti di Vivaldi, quali quelli autentici, dubbi o mal attribuiti? E chi erano quei pittori e incisori che si cimentarono con il suo volto, perché lo ritrassero, quanto erano capaci e cos’altro erano soliti fare nella propria attività? Così spuntano conferme di attribuzioni e smentite di altre ritenute certe, rarità conosciute pochissimo e scoperte ex novo di ritratti finora ignoti, di cui uno forse importantissimo.

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