La celebrazione del Giorno del Ricordo a Pisa

Pisa – “Il 10 febbraio è un giorno importante, solo da quindici anni dedicato alla memoria delle vittime delle foibe. Non sempre è stato così, purtroppo. Proprio ieri il Presidente della Repubblica ha ricordato che per anni è calata una “cortina di silenzio ingiustificabile” che ha coperto lo scempio delle foibe“. Lo ha detto il Sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto nell’ambito delle celebrazioni organizzate dal Comune di Pisa per il Giorno del Ricordo.

“Oggi siamo qui per colmare questa grave lacuna – ha proseguito Conti -. Sempre prendendo in prestito le parole di Mattarella è utile ricordare che “solo dopo la caduta del muro di Berlino, il più vistoso, ma purtroppo non l’unico simbolo della divisione europea, una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della nazione”.

“E proprio qui a Pisa lo celebriamo con maggiore forza – così ancora il sindaco – visto che queste terre molti anni fa hanno accolto una comunità di istriani, giuliani e dalmati che hanno ripreso qui il cammino della loro vita interrotto brutalmente dalle violenze perpetrate nel confine orientale anche dopo la fine della seconda guerra mondiale”.

Il programma delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo è stato aperto con la proiezione del film Red Land in un affollato Cinema Odeon. “Celebrare il Giorno del Ricordo – ha concluso il primo cittadino di Pisa – non è soltanto un passaggio formale con cui ottemperare alla Legge dello Stato 92 del 2004, è un modo per onorare quegli italiani vittime delle foibe o condannati all’esodo che per molti anni non hanno avuto neanche un riconoscimento ufficiale delle loro sofferenze dallo Stato. Celebrare bene questa ricorrenza significa rendere omaggio alla verità, analizzare e studiare le vicende storiche, culturali e politiche a esse legate, con profondità, sincerità e onestà intellettuale. Questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo come istituzione pubblica per questo e per gli anni a venire”.

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