Ma a rendere Reggio un caso politico nazionale è stato anche uno dei leader più in vista del Movimento, Alessandro Di Battista: il deputato e il componente del direttorio M5S, infatti, ha pubblicato un tweet molto esplicito invocando “elezioni subito” a Reggio.
I due parlamentari pentastellati Dell’Orco e Spadoni, sulla stessa linea di pensiero, hanno preannunciato l’intenzione di depositare un’interrogazione al ministro Alfano per chiedere “quando ha intenzione di inviare la commissione d’accesso” nel Comune di Reggio, analogamente a quanto accaduto nei mesi scorsi nella vicina Brescello”.
“Le parole del concorrente di Vecchi alle primarie, l’ex assessore alla legalità Franco Corradini, sono più che chiare”, hanno proseguito Dell’Orco e la Spadoni, “e raccontano di un sistema di potere tra cooperative, Cgil, Pd e lo stesso Delrio che fa scelte precise, tra le quali rientrerebbero anche le telefonate di minaccia arrivate a diversi cittadini per non far votare Corradini alle primarie”.
Il fatto che Domenico Mesiano, il poliziotto ritenuto l’autore delle telefonate minatorie, sia stato arrestato proprio durante l’operazione Aemilia, la più vasta retata antimafia mai vista in Emilia Romagna, per i Cinque Stelle “fa temere a proposito di un’amministrazione che potrebbe essere fortemente inquinata dalle organizzazioni criminali”.