Non si arresta (a maggior ragione dopo la votazione parlamentare di ieri pomeriggio) l’ondata di scioperi indetti dalla Cgil contro il Jobs Act. Tra oggi e domani, in provincia di Reggio, erano state preannunciate due giornate di agitazione, e stamattina si sono avute le prime manifestazioni. I lavoratori delle aziende del Villaggio Crostolo (come la Brevini Fluid Power e la Bucher Hydraulics) sono scesi in strada incanalandosi su Viale Gonzaga diretti alla Tangenziale, con un corteo che ha provocato il blocco del traffico per un paio d’ore.
Identiche manifestazioni si sono svolte a Correggio e a Fabbrico: “I lavoratori – scrive la Cgil in una nota – dimostrano di opporsi allo scempio rappresentato dal Jobs Act operato a nome della modernità e completamente adattato ai desiderata delle imprese. Domani a Castellarano è prevista un’altra iniziativa di protesta nell’ambito delle iniziative di mobilitazione della Cgil che proseguirà anche nei prossimi giorni fino a culminare nello sciopero generale del 12 dicembre“.
E intanto il Partito Democratico, a livello parlamentare, fa la conta. Ieri quaranta deputati non hanno approvato il testo del governo: 36 sono usciti dall’aula, 2 hanno votato contro (Giuseppe Civati e Luca Pastorino) e 2 si sono astenuti, tra cui il reggiano Paolo Gandolfi (foto), civatiano, il quale ha così motivato la sua scelta: “La manovra della minoranza Pd era quella di fare mancare il numero legale. Io però credo che la commissione lavoro della Camera credo abbia fatto un ottimo lavoro. I dubbi che mi rimangono riguardano la tutela dei lavoratori precari. Io non sono legato alla difesa ad oltranza dell’articolo 18, ma penso che la parte relativa ai lavoratori precari sia debole. E’ prevista un’estensione degli ammortizzatori sociali, ma bisognerebbe fare in modo che tutti i precari che rimangono senza lavoro abbiano un sostegno al reddito; e ad oggi quegli ammortizzatori sociali sono per pochi“.