Il confronto era calcistico. E molti pensavano o speravano ad una piccola rivincita, da prendere proprio sul campo di calcio. La rivalità calcistica tra la squadra di Gerusalemme e quella di Tel Aviv è ben nota in Israele, andando ben oltre il pallone. Le due città rappresentano i due diversi volti d'Israele. Metropoli laica con uno stile di vita newyorchese la seconda. Spirituale la prima. Meno di 100 chilometri a separare due mondi. Eppure la distanza vista da qui è abissale. Anche e soprattutto nel voto dell'elettorato: di sinistra nella città della costa, di destra per quella montana. In migliaia ieri pomeriggio erano scesi con bandiere dai colori giallo-nero verso il mare. Ad attenderli le bandiere rosse degli avversari. Il risultato del match non era scontato. Invece, che il Likud avrebbe comunque vinto queste elezioni non sussistono dubbi, però, almeno in campo, 11 contro 11, la sinistra sperava in una vittoria, chiamiamola sportiva.
L'arena era quella di Blumfild lo stadio che ospita l' Hapoel Tel Aviv. Per ironia della sorte, nella notte che precede questa tornata elettorale in Israele, le due squadre più "politicizzate" e avverse si sono incontrate e scontrate nel rettangolo di gioco. Stadio esaurito. Massima sicurezza. I tifosi di destra e di fede likudiana del Beytar Yerushalaim da un lato e i socialdemocratici dell' Hapoel dall'altro. Ha vinto la squadra di Gerusalemme, con un secco e pesante due a zero: maturato nell'ultima parte del secondo tempo. C'è da dire che le similitudini calcistiche e politiche sono state molte.
La partita, al pari della campagna elettorale appena conclusa, è stata decisamente noiosa nella sua fase iniziale e "brillante" negli ultimi scampoli. La superiorità dei gerosalemmitani è stata netta ma non dilagante. Alla fine del match Netanyahu, candidato premier in pectore e capitano di lunga esperienza, deve aver tirato un sospiro di sollievo. Anche questo ultimo ostacolo era stato superato. Ora non gli resta che decidere se in futuro giocare con un modulo spostato all'estrema destra o accorciare la squadra verso il centro. Torniamo alla partita notturna. A tagliare le gambe dei giocatori dell'Hapoel è stato uno splendido goal di Ofir Kriaf, che con tutta onestà ho ribattezzato il Naftali Bennett della situazione. Il giovane leader del partito nazionalista Habayit Hayeudi è stato l'uomo del match e delle elezioni per la Knesset.
Politico dalla spiccata tendenza offensiva, in particolare contro gay e palestinesi. D'altro canto il tentativo di recupero dell'Hapoel, in extremis, ha sbilanciato la squadra di Tel Aviv e portato alla rete del knock out finale. Partita chiusa. Seggi aperti. Prevedibile il rammarico nelle file dell'Hapoel e del centro sinistra. A cui obiettivamente è mancato il gioco di squadra. In campo e in campagna elettorale non si è visto un vero e proprio regista. E' mancato un giocatore di fantasia e classe. Ovvero una bandiera come in passato è stato, il quanto mai rimpianto, Rabbin, gloria della tifoseria laburista, riformista e progressista. E invece in questa tornata elettorale l'egoismo dei singoli ha prevalso: la Livni del partito Hatnua che non passava palla a Lapid di Yesh Atid che non vedeva libera Zahava Gat On del Meretz che non dialogava con l'Avodà della Yachimovitch, sperduto per il campo e inconsistente Mofaz con il suo partito Kadima. Insomma, la costruzione del gioco e di una coalizione anti Netanyahu è stata farraginosa, decisamente troppo. Inconcludenti gli attaccanti sotto rete. Troppi solisti tutti insieme, forse. Perennemente contrastati e sovrastati dall'avversario che giocava per vincere e non per il pareggio. Alla fine il fischio dell'arbitro ha sancito una drammatica sconfitta, resa ancora più cocente dal fatto che i partiti religiosi sono saliti nella parte alta della classifica. Le luci dello stadio si sono spente. Oggi è giorno festivo, Israele vota, molti andranno alle urne nella mattina per godersi il giorno con la famiglia. In serata ci aspettano i risultati delle elezioni 2013. E poi la formazione di una nuova squadra ….. di governo.
Enrico Catassi